Il prodotto Bee Boost ha le seguenti caratteristiche:
*prodotto naturale- le sostanze costituenti sono presenti in natura e non
sono tossiche per l’uomo e per l’ambiente
*essenzialmente simile - il feromone sintetico ( QMP ) è essenzialmente
simile a una miscela semplificata del feromone mandibolare naturale delle regine
e perciò non comporta rischi tossicologici
Background
Il feromone mandibolare della regina ( QMP ) è una miscela naturale di
componenti feromonali . E’ prodotta dall’ape regina ed è essenziale per la
coesione e la vitalità dell’alveare. Diversi esperimenti hanno dimostrato che il
QMP sintetico , formulato in supporti di rilascio in materiale plastico, risulta
efficace come rimpiazzo temporaneo dell’ape regina ( pseudo regina ) .Gli
apicoltori, inclusi gli allevatori di api regine , hanno utilizzato questo
prodotto, denominato Bee Boost , per una quantità di funzioni apistiche come la
spedizione di pacchi d’api o l’impiego nei nuclei di fecondazione delle giovani
regine. Molti articoli scientifici sono stati scritti sull’efficacia di Bee
Boost. Il QMP è una miscela di feromoni ( i feromoni sono sostanze naturali
utilizzate da organismi di diverse specie a fini di comunicazione) secreta dalla
ghiandola mandibolare dell’ape regina che gioca un ruolo fondamentale nel
controllo del comportamento delle api operaie all’interno e all’esterno
dell’alveare .La realizzazione sintetica del feromone QMP consiste dei seguenti
componenti feromonali
- 9-Oxo-2(E)- acido decenoico ( 9-ODA )
- 9-idrossi-2(E)acido decenoico ( 9-HDA )
- Metil p-idrossibenzoato ( HOB )
- 4 idrossi-3-metossifenetil alcol ( HVA )
In conseguenza della bassa volatilità del QMP, il contatto fisico è il
principale veicolo di distribuzione.
Benché variabile e altamente dipendente dall’età e dalle condizioni della
regina la quantità media di QMP che una regina feconda secerne è stimata come
segue:
Un " regina equivalente " ( Qeq) di feromone sintetico QMP prodotto da Phero
Tech consiste in 0,250 mg di 9-ODA ; 0,150 mg di 9-HDA; 0,020 mg di HOB e 0,002
mg di HVA, per un totale di 0,422 mg
Il feromone naturale QMP è naturalmente presente nella cera e nel miele degli
alveari. Per innumerevoli generazioni e decine di migliaia di anni l’uomo ha
utilizzato e consumato cera e miele senza effetti tossicologici. In studi
statunitensi è stato concluso che il basso livello tipico dei feromi dei
lepidotteri non costituisce in nessun caso minaccia tossicologica. Si può perciò
concludere che il feromone naturale QMP non presenta tossicità alcuna. Ogni
dispositivo BEE BOOST contiene 10 regina equivalente di miscela semplificata di
feromone sintetico ( 4 mg ).
I componenti sono formulati in un apposito dispositivo plastico di rilascio.
Le api rimuovono mediante contatto la miscela feromonale dalla superficie del
supporto. Il BEE BOOST risulta efficace per almeno trenta giorni in una famiglia
di dimensioni medie.
Utilizzo di BEE BOOST
Ritardo e inibizione della sciamatura
Le operaie cominciano ad allevare nuove regine circa 7/10 giorni prima della
sciamatura. I fattori primari , nessuno indipendente dagli altri, per cui la
colonia prepara la sciamatura sono :
* dimensione della famiglia
* congestione del nido
* distribuzione dell’età delle api
* ridotta trasmissione del feromone della regina che inibisce l’allevamento
reale
L’abbondanza di risorse influenza i primi tre fattori e può essere essa
stessa un fattore primario per l’allevamento di nuove regine.
Fra questi stimoli, la congestione dell’alveare e la circolazione del
feromone appaiono come i più importanti. E’ verificabile che nelle famiglie in
sciamatura la circolazione del feromone è ridotta a causa della congestione in
cui essa si trova.
La quantità di feromone che raggiunge ogni singola ape è ridotta ( o nulla )
. Perciò viene a mancare l’inibizione primario alla sciamatura . Può essere
percepita dalle api come aumento di temperatura nell’alveare, alto livello di
anidride carbonica al suo interno o come numero di celle vuote che le api
incontrano nel loro movimento .
Nella pratica si conosce da tempo l’utilità di ridurre la congestione con
l’aggiunta di melari, ma si sa anche che questo di per se non basta a
controllare la sciamatura. Dal 10 al 40 % delle famiglie potranno mediamente
sciamare anche se viene loro concesso spazio in eccesso ( Simpson 1957 ) . La
dispersione del feromone nell’alveare avviene principalmente in due modi:
attraverso il comportamento di grooming delle operaie nei confronti della regina
e successiva ridistribuzione per trofallasi e grooming e per mezzo del passaggio
della regina stessa sui favi. Anche le operaie a contatto con la regina
depositano sui favi una piccola quantità di feromone. I risultati di uno studio
dimostrano che il feromone inibitore circola meglio in colonie non
congestionate, dove le operaie sono meglio disperse e possono più facilmente
muoversi e anche il movimento della regina è meno ristretto.
L’utilizzo in campo del prodotto Bee Boost nel 98 ha dato per questa funzione
risultati ampiamente variabili. La circolazione del feromone aggiunto risulta
probabilmente difficile nelle famiglie di dimensioni molto elevate specialmente
in condizioni di grande abbondanza tipiche del meridione a fine aprile. Diverse
famiglie hanno prodotto celle, ma hanno poi sostituito la regina senza sciamare
. In diverse famiglie è stata osservata la costruzione di celle che poi sono
state distrutte, per essere poi di nuovo costruite e nuovamente distrutte senza
sciamature per non meno di venticinque giorni.
Diversi sciami usciti da alveari con Bee Boost sono risultati piccoli
rispetto alla norma . Questo dato sembra confermato dalle esperienze francesi e
belghe ( Lapis n°7 settembre 98). Si ipotizza che la presenza del feromone
vicino alla porta di volo possa influire sulla formazione dello sciame anche in
presenza di celle , impedendola o facendo sì che il numero di api che
partecipano al processo di uscita sia minore.
Sistemando il supporto sulle calastre dei telai si può assistere a
comportamenti di attenzione molto diversi a seconda delle caratteristiche della
regina.
In alveari orfani o con regina vecchia il comportamento di "corte reale"
attorno al supporto Bee Boost è molto marcato. In quelli con regina giovane
l’attenzione delle api verso il supporto è molto minore .
Si ipotizza che questo comportamento possa essere usato per monitorare le
caratteristiche feromonali della regina e di conseguenza la sua attitudine a
sciamare . Ciò consentirebbe un intervento mirato , sia come aggiunta feromonale
che come consuete pratiche di contenimento .
Una certa mortalità di regine vecchie con sostituzione è osservata dopo
l’inserimento di Bee Boost in primavera ( marzo ) . In questi casi la regina
sembra essere molto scarsa e destinata a sciamare e una sua sostituzione
naturale e precoce viene definita utile ai fini produttivi.
Per l’ottimizzazione di questo utilizzo sembrano necessari ulteriori dati ed
esperienze.
Effetti del feromone mandibolare sullo sviluppo di covata in nuclei e
famiglie
Negli studi canadesi i nuclei con 1 Qeq hanno mostrato il 18 % in più di
covata rispetto ai nuclei di controllo e a quelli con 10 Qeq aggiunti.
Le colonie in produzione con 1 Qeq hanno mostrato il 6% in più rispetto agli
altri due gruppi. Nei nuclei con 1 Qeq il numero delle bottinatrici di polline è
risultato del 60 % maggiore rispetto agli altri due gruppi con un raccolto
significativamente maggiore. Raccolta di nettare- il gruppo con 1 Qeq ha
presentato una raccolta del 62% maggiore rispetto agli altri gruppi.
E’ verificato dai ricercatori un significativo effetto dose- dipendente
specialmente per quel che riguarda la raccolta di polline. Questo effetto si
manifesta in primavera sui nuclei, ma non nella stessa misura in estate sulle
colonie in produzione. Un supplemento di feromone induce una maggior raccolta di
polline sia come raccolta individuale che come numero di api che si dedicano a
questo compito. Alla fine del periodo di osservazione , i nuclei con 1 Qeq
risultano avere raccolto il 95 % in più di polline. Tutto ciò non si traduce in
un aumento delle scorte , ma in un aumento di produzione di covata. Lo stesso
comportamento non si verifica in egual misura in estate sulle colonie in
produzione probabilmente perché lo scopo di queste è la produzione di miele e
non lo sviluppo della famiglia. Non sono però stati studiati gli effetti del
feromone sulle colonie in produzione all’uscita dell’inverno, quando anche per
esse la produzione di covata è lo scopo principale. Il trattamento a 10 Qeq non
produce effetti rispetto al gruppo di controllo.
Questo significa una evidente " overdose " con effetto di desensibilizzazione
delle operaie. Numerose conferme sono giunte relativamente a questo tipo di
utilizzo. Un paio di apicoltori non hanno invece notato differenze.
Significativo l’utilizzo massivo effettuato in primavera in numerosi apiari in
Calabria da cui è risultato un aumento della deposizione inversamente
proporzionale alla forza delle famiglie.
Una correlazione sembra anche presente con le condizioni ambientali. Il
miglioramento dello sviluppo delle famiglie sembra tanto migliore quanto più le
condizioni ambientali sono avverse.
Effetti di feromone mandibolare della regina sintetico su pacchi d’api
Gli esperimenti sull’uso del feromone mandibolare sintetico come sostituto
della regina per la spedizione di pacchi d’api avevano dato esiti confortanti.
Il pacco ha bisogno di una regina, che serve per controllare l’agitazione delle
api durante i trasporti.
Nelle ricerche effettuate in Canada non sono state evidenziate differenze
significative tra i gruppi con regina e quelli trattati con feromone
relativamente ai parametri studiati. Il gruppo di controllo ha mostrato una
mortalità significativamente maggiore. Non sono risultate differenze nel consumo
di sciroppo un giorno dopo la creazione dei pacchi. Successivamente questo dato
non è stato elaborato perchè molti pacchi lo avevano consumato interamente.
Tutti i pacchi sono stati messi nelle arnie con facilità , forse a causa della
temperatura ( circa 12 °C ) le api erano relativamente inattive.
Non sono risultate differenze significative tra i trattamenti per ciò che
riguarda popolazione di api adulte e dimensione della covata .
Le gascromatografie hanno rilevato che solo una trascurabile parte del
feromone era stato rimosso dopo 4,5 giorni nei pacchi da 0,9 Kg.
Discussione
I pacchi d’api con supporti impregnati con 3 Qeq di feromone mandibolare
sintetico si sono comportati in maniera analoga a quelli con regina e
differentemente da quelli di controllo orfani. Questo è risultato
particolarmente evidente nel primo giorno per ciò che riguarda le misure di
agitazione. Lo stesso per quanto riguarda la mortalità. Se ne conclude che il
feromone sintetico è un buon sostituto della regina per il temporaneo
magazzinaggio di pacchi d’api e relativa spedizione.
La piccola quantità di feromone sintetico rimossa dal supporto suggerisce che
quantità minime possono mantenere tranquille le api e anche che il rilascio dal
supporto è lento. Slessor e al. (88) hanno dimostrato che in laboratorio il
comportamento di " corte reale" può avvenire a quantitativi più bassi di un
decimilionesimo di Qeq.
Chiaramente, il dosaggio di feromone sintetico richiesto è altamente
specifico per ogni funzione.
I risultati dimostrano che il feromone mandibolare sintetico può essere
utilizzato per la spedizione di pacchi d’api e anche per altre applicazioni. Gli
apicoltori del nord possono dunque iniziare nuovi allevamenti con regine
autoctone e api spedite da zone più calde. Il feromone può anche essere utile in
situazioni in cui le regine siano temporaneamente indisponibili.
L’applicazione in campo per questo utilizzo ha dato risposte molto positive
per quanto riguarda la "tenuta" del pacco. Particolare attenzione deve essere
posta se si ha intenzione di riunire queste api ad una famiglia con regina o si
vuole introdurre una regina con la gabbietta. Le api in queste condizioni di
assenza di covata si convincono con poco feromone di avere una regina e possono
poi non accettare volentieri la presenza di quella che per loro diventa una
seconda regina .E’ perciò consigliabile lasciare non più di un decimo del
supporto feromonale durante questa fase, posizionandolo vicino alla porta di
volo per mantenere la coesione delle api fino a che la regina è libera.
L’uso di feromone mandibolare della regina nella gestione dei nuclei di
fecondazione
Pettis; Winston; Malyon; Slessor-Univeristà Simon Fraser Burnaby B.C. Canada
Nella produzione di regine sono utilizzati nuclei per la fecondazione della
regina vergine. Questi nuclei vengono realizzati all’inizio della primavera,
quando le condizioni, specialmente al nord, possono essere ancora fredde e
sfavorevoli per la fecondazione. I nuclei vengono realizzati con circa 3.000 api
e una cella reale. La regina nascerà, compirà i voli di fecondazione e comincerà
a deporre. Sarà pronta per essere tolta dal nucleo e venduta in circa 14 giorni.
Se la regina non nasce o va persa durante i voli di fecondazione, le operaie
tendono a disperdersi. La riorganizzazione di questi nuclei comporta una perdita
di tempo, produzione e un numero ridotto di regine per la vendita.
La perdita di regine è molto alta all’inizio stagione, quando sia la domanda
che il prezzo sono molto alti. Le regine vergini impiegano da tre a sei giorni
per essere pronte per il volo di fecondazione ( Laidlow 92) e non secernono il
complesso feromonale completo che al termine della fecondazione ( Slessor 90).
Durante questo periodo le regine sono nutrite e accudite dalle operaie.
L’interazione tra queste e le regine vergini influisce sul successo della
fecondazione .In questo esperimento abbiamo testato l’applicazione del feromone
mandibolare sintetico ai nuclei di fecondazione per stabilire se:
1-il feromone provoca un miglior mantenimento della popolazione dei nuclei di
fecondazione
2-il feromone influenza la sopravvivenza delle regine e il successo della
fecondazione
La popolazione di operaie è risultata più alta nei nuclei con QMP in entrambi
gli studi effettuati .I nuclei con QMP privi di regina hanno in entrambe le
prove mantenuto una popolazione significativamente maggiore rispetto ai nuclei
privi di regina senza feromone. In più, i nuclei trattati con feromone , hanno
mostrato un numero maggiore di regine sopravvissute e feconde ( 78% contro 66%).
I dati di entrambi gli studi dimostrano che il feromone mandibolare sintetico
può efficacemente mantenere un alto livello di popolazione nei nuclei di
fecondazione, particolarmente in quelli in cui la regina viene persa.
La perdita di regine è decisamente comune specialmente all’inizio
dell’allevamento e questi nuclei devono perciò essere risistemati. La
popolazione dei nuclei diminuisce poi normalmente fino alla nascita delle prime
uova deposte dalla regina fecondata. Questo periodo è critico , perchè le
operaie, in numero calante, devono accudire le api nascenti. Quando una regina
non sopravvive , possono non sopravvivere sufficenti operaie per allevare la
prossima.
Dai nostri studi emerge che l’aggiunta di feromone mantiene una maggior
popolazione e una maggior vitalità nel nucleo per il secondo ciclo di
allevamento anche nel malaugurato caso di perdita della regina. Inoltre, non
abbiamo verificato nessun effetto negativo.
L’interazione tra operaie e regina vergine è importante per la preparazione
di questa ai voli di fecondazione. L’aggiunta di feromone sintetico potrebbe
probabilmente alterare il modo in cui le operaie percepiscono la regina vergine.
Troviamo un miglior successo della fecondazione a indicazione dei benèfici
effetti del feromone .
L’utilizzo in campo in condizione europee ha confermato, a parte le dovute
eccezioni, ( Lapis n°7 settembre 98) il mantenimento di una quantità superiore
di popolazione nei nucleetti con feromone. Una quantità troppo alta di feromone
può però dare l’effetto contrario di quello desiderato facendo credere alle
poche api del cassettino di avere già una regina. Si tratta perciò di
utilizzarne una quantità che consenta il mantenimento della coesione senza
risultare però troppo forte. Un decimo del supporto Bee Boost ha dato buoni
risultati a diversi allevatori. Il supporto Bee Boost consente ( Lapis n°7
settembre 98) la stabilizzazione dei nuclei di nuova formazione senza necessità
di confinamento o clausura. Se il supporto è presente solo in alcuni cassettini,
questi tenderanno a raccogliere api da quelli orfani in maniera analoga a quanto
succederebbe se alcuni avessero la regina.
Esperienze
pratiche di utilizzo con api orfane e per impollinazione con nuclei orfani in
serre
L’aggiunta del supporto Bee Boost a famiglie orfane di varie dimensioni ha
avuto effetti definibili sorprendenti senza tema di essere smentiti. Vengono
segnalati casi di alveari orfani o con regina vergine che hanno costruito la
cera dei melari e li hanno poi riempiti di miele.
Notevole l’esperimento effettuato dall’apicoltore professionista Francesco
Artese che in pieno raccolto sull’arancio, quando le famiglie erano già al
secondo melario, ha spostato il nido da due di queste, lasciando quattro melari
con dentro un Bee Boost poggiati su un fondo mobile. A fine raccolto i melari
erano pieni , mentre i nidi erano nel frattempo serviti ad altri scopi. Sembra
che le bottinatrici abbiano prodotto anche in assenza del nido.
Questo particolarissimo tipo di utilizzo potrebbe tornare utile anche:
* come tecnica veloce di contenimento della sciamatura
* come tecnica per trattare anticipatamente i nidi in caso di infestazione
preoccupante di varroa mantenendo le bottinatrici in produzione.
Sembra dunque , visto l’ottimo funzionamento con api orfane e l’attività di
volo e raccolta di polline da esse ottenibile, che il supporto Bee Boost sia
molto adatto a sostituire la regina nell’utilizzo per nuclei da impollinazione
delle serre. Vista la dimensione di questi, già un mezzo supporto potrebbe
essere sufficente. Inoltre il feromone risulta consumato molto lentamente e
attivo molto a lungo.
Si può anche pensare all’utilizzo del feromone per la gestione controllata di
blocchi di covata allo scopo di trattare la varroa. Non è raro trovare alveari
pesantemente infestati per i quali è difficile coi mezzi attualmente a
disposizione riuscire a fare qualcosa. Un periodo di orfanità controllata dal
feromone, senza derive e saccheggi , ma con api che raccolgono e costruiscono
cera potrebbe far diventare determinante un unico trattamento della varroa.
Il feromone è stato utilizzato anche nella produzione di pappa reale e
regine, spillato alla stecca portacupolini allo scopo di far salire un maggior
numero di api. L’accettazione delle celle è risultata normale, nonostante la
presenza estremamente ravvicinata del supporto col feromone. Sempre allo scopo
di verificare la possibilità di far salire le api, il feromone è stato collocato
all’inizio della fioritura dell’acacia in un alveare con due melari vuoti, fra i
due telai centrali di quello superiore. Le api hanno raccolto poco, ma hanno
disposto il miele nei telai centrali dei due melari in corrispondenza del
feromone.
Per l’
impollinazione delle serre
E’ possibile produrre nuclei orfani che avranno scarsa propensione a
bottinare oppure nuclei con regina.
In questo secondo caso si avranno invece i costi aggiuntivi legati alla
presenza della regina ( necessità di un gran numero di regine fuori stagione,
loro conservazione e gestione ecc) e i problemi della non infrequente sciamatura
dei nuclei all’interno delle serre. La produzione dei nuclei con Bee Boost è una
soluzione che consente di ottenere nuclei con volo analogo a quelli con regina
ma a costi inferiori. Anche i tempi di produzione dei nuclei vengono accelerati
con l’utilizzo di Bee Boost, il cui utilizzo consente anche una maggior
stabilità dei nuclei alla produzione, con deriva minima di api.
Per le impollinazioni più corte i nuclei potrebbero essere costituiti anche
senza telai.
Effetti del feromone sulla costruzione di celle nelle varie situazioni
Aggiunta di feromone in presenza di regina in primavera, prima e durante la
sciamatura
Il feromone sintetico integra la produzione della regina ( che è di tre tipi
). L’insieme può ritardare o evitare la sciamatura.Diverse sostituzioni di
regina sono state osservate.
Orfanizzazione e immediata aggiunta di feromone mandibolare sintetico
Le api hanno una sensazione strana. Costruiscono qualche cella con poca
convinzione dopo il terzo giorno. La " convinzione " dipende dalla quantità di
feromone presente in rapporto al numero di api.
In questa situazione, se il livello di QMP sintetico è sufficentemente alto
da surrogare i tre feromoni della regina e quelli della covata, le api non sanno
decidere se iniziare a costruire celle o meno, ma se queste vengono inserite già
iniziate ( come nella produzione di regine o pappa) accettano la situazione e
continuano l’allevamento. Questa sensazione di incertezza si interrompe però fra
il terzo e il quarto giorno . In questo periodo una più convinta costruzione di
celle è stata osservata. In uno studio compiuto dal Dr Winston a dosaggi tra0,1
e 10 Qeq, al sesto giorno di orfanità solo il 25% delle famiglie non ha prodotto
alcuna cella reale. La maggior parte ne ha prodotto 4 o 5 a dimostrazione che il
feromone mandibolare non è il solo inibitore della costruzione di celle reali
presente nell’alveare. La completa inibizione della costruzione di celle sembra
legata ad un sottile equilibrio dei feromoni della regina con quelli della
covata. E’ inoltre ipotizzabile che le api siano più o meno sensibili ai
feromoni a seconda del loro patrimonio genetico, ad esempio esattamente come gli
uomini sono sensibili in vario modo all’alcol.
Riunione di una famiglia con api aggregate da Bee Boost
A seconda della quantità di feromone di cui dispongono, queste ultime possono
essere convinte di avere una regina e la situazione diventa in pratica la
riunione di due famiglie con regina. E’ da evitare perchè la regina vera può
essere uccisa. In alternativa lasciare solo una parte minima ( meno di 1/10) del
Bee Boost .
Introduzione di Bee Boost in alveari con regina e in produzione
Non ha senso perchè non sono attendibili benefici.
Nonostante negli studi canadesi non sia successo, potrebbe verificarsi che la
regina sia eliminata. I nuclei non sembrano avere problemi di sovrapposizione
feromonale .Le famiglie non sembrano averne fino a che la sciamatura finisce. Le
api potrebbero comportarsi diversamente nei confronti del feromone a seconda
dello status in cui si trovano.
I
ntroduzione di regine in
nuclei orfani con Bee Boost
In alcuni casi l’accettazione delle regine in presenza di Bee Boost non è
stata eccellente,specialmente agli alti dosaggi del feromone. E’ bene ricordare
che:anche se negli studi non si sono verificati problemi non si può garantire
che non vi siano mai conflittualità di effetti. Inoltre una certa percentuale di
regine non viene accettata indipendentemente dalla presenza del feromone. E’
bene limitare la quantità di feromone sintetico presente al momento
dell’introduzione della regina per mantenere la coesione fino a che questa è
uscita a meno di 1/10 del supporto. Nel caso di api su favi, finita la covata (
specialmente disopercolata) l’atrofizzazione ovarica delle operaie comincia a
mancare. Questa mancanza che dipende dai feromoni della covata e da altro, ma
non dal feromone mandibolare rende più difficile l’accettazione.
Toccare regine con dita sporche di feromone
Un apicoltore belga ha per caso marcato due regine dopo aver maneggiato
supporti feromonali. Le regine reintrodotte sono state uccise. Ha pensato che
questa operazione abbia modificato la riconoscibilità della regina.
Supporto con feromone puntato sul listello del telaio
Nella cera il feromone risulta degrato in circa 24 ore ( nelle condizioni
normali dell’alveare). Non sono state effettuate verifiche per stabilire se nel
legno risulti meglio conservato. Un apicoltore belga ( Lapis N°7-98) ha
utilizzato un BEE BOOST in uno starter puntato sul listello del telaio. Tolto il
supporto feromonale e inserito il telaio coi cupolini innestati ha dovuto
attendere la terza prova per avere un’accettazione normale. Non ci sentiamo di
condividere l’idea che la scarsa accettazione sia da imputare al feromone
rimasto sul legno ( in quantità minima ) avendo utilizzato direttamente il BEE
BOOST per la produzione di pappa reale spillato sul listello portacupolini allo
scopo di attirarvi un maggior numero di api e avendo osservato un’accettazione
normalissima proponendo i cupolini innestati. Altro discorso sarebbe, come detto
più sopra, se le api dovessero iniziare da sole l’allevamento reale.
Recupero di famiglie con api fucatrici
Anche questa è un’esperienza belga ( Lapis N° 7 -98).
Dopo aver lasciato il Bee Boost per due settimane, l’apicoltore ha aggiunto
un telaio di covata giovane ( togliendo nel contempo il supporto feromonale) sul
quale le api hanno allevato una cella reale.
Non lasciare il feromone oltre il tempo di utilizzo richiesto per la
specifica funzione .
Utilizzare quantità di feromone proporzionali alla quantità di api
interessata. Dosaggi molto alti non sono utili se non per l’inibizione della
sciamatura.
Non posizionare il feromone al centro della cassa, ma al bordo anteriore ,
vicino alla porta di volo, all’altezza del legno verticale dei telai.
Attrazione di api alla deriva
-Quando
si spostano le api succede che alcune rimangano sul posto. Una cassettina
contenente BEE BOOST e favi vuoti le attrae e raccoglie.Potranno poi essere
riunite ad altre famiglie o dar luogo ad un nuovo nucleo con l’aggiunta di una
cella o regina. Inserire il BEE BOOST tra i favi , nella parte anteriore della
cassettina. Questo tipo di utilizzo non consuma feromone. Il supporto può essere
riutilizzato o lasciato per due mesi per dare maggiore sviluppo al nucleo
costituito.
°
Temporaneo
rimpiazzo della regina- Il BEE
BOOST può essere utile per mantenere la popolazione di un alveare orfano, che
altrimenti tenderebbe a essere soggetta a deriva verso altri alveari, per il
tempo necessario a reperire una nuova regina. Col feromone sintetico l’alveare
orfano vola di più e risulta molto meno soggetto ai saccheggi.Inserire il BEE
BOOST vicino alla porta di volo. Per questo utilizzo il supporto si scarica di
circa un trentesimo della sua capacità per ogni giorno di presenza nell’alveare.
Sulla base del periodo in cui è stato lasciato in opera si potrà calcolare quale
è la sua potenziale efficacia residua.
°
Nella
preparazione dei pacchi d’api e nuclei
-per stimolare la famiglia donatrice dopo il prelievo di api .Le famiglie
donatrici o che hanno sciamato ricominciano ad avere come scopo primario la
produzione di api. Inserire BEE BOOST fra i favi centrali, vicino alla porta di
volo, aiuta il loro sviluppo. Per questo utilizzo la durata dell’efficacia del
BEE BOOST è di circa due mesi.
°
Api più tranquille-
la presenza del Bee Boost rende generalmente le api più mansuete
Trasporto di alveari in condizioni di elevata temperatura e popolazione,
anche di giorno.-
Col supporto BEE BOOST presente nell’alveare, le api stanno maggiormente
calme . Ciò provoca minori effetti di agglomerazione con diminuzione dei
fenomeni di soffocamento . ( Questo tipo di esperienze è stato sviluppato in
Francia dagli apicoltori professionisti del sindacato SPMF). Collocare il
supporto fra i favi centrali, nella parte anteriore dell’alveare. Se il supporto
viene lasciato solo per il tempo del viaggio il suo consumo è minimo e puo
essere pienamente riutilizzato.
Produzione e spedizione di nuclei e pacchi d’api orfani
La possibilità di vendere api senza regina apre questa produzione ad un
maggior numero di operatori. Non tutti, inoltre, vorrebbero acquistare api con
regina. Inserire il BEE BOOST tra i favi centrali nel caso di nuclei o
nell’apposito spazio per la gabbietta della regina nel caso di pacchi d’api. Per
questo tipo di utilizzo il feromone non viene praticamente consumato e può
essere pienamente riutilizzabile nel caso del pacco d’api. Si può considerare un
consumo di un sessantesimo al giorno per i nuclei nel caso questi siano liberi
di volare.
Recupero di api alla deriva
In parecchie situazioni di campo , nei pressi del laboratorio o al suo
interno o quando si recupera uno sciame , capita spesso che diverse api
rimangano alla deriva.Una cassettina con qualche favo vuoto e uno o due BEE
BOOST può recuperare tutte queste api che altrimenti andrebbero perdute. Per
questo utilizzo il feromone non viene praticamente consumato ed è pienamente
riutilizzabile . L’attrattivitità del Bee Boost in laboratorio, per il recupero
delle api in esso stazionanti, è risultata funzione del suo posizionamento.
Recupero delle api dai melari raccolti
Qualunque tecnica si usi, dalla spazzolatura all’apiscampo alla soffiatura,
un numero più o meno grande di api rimane all’interno dei melari. Questo numero
è tanto più alto quanto più si ha bisogno di fare in fretta. Disponendo uno o
due BEE BOOST ( legati insieme ) sul melario in cima alla pila , le api presenti
si raccolgono intorno al feromone e possono essere raccolte con facilità.
Questo utilizzo non provoca consumo di feromone che può essere pienamente
riutilizzato.
Prevenzione dei saccheggi
la presenza del BEE BOOST tra i favi centrali , nella parte anteriore
dell’arnia , in prossimità dell’ingresso, consente una maggiore resistenza ai
saccheggi .Per questo utilizzo il feromone viene consumato proporzionalmente
alla grandezza della famiglia e al tempo di permanenza al suo interno.
Per inarniare sciami
- Il Bee Boost,
meglio ancora se insieme al feromone di Nasonov contenuto nel prodotto Swarm
Catch, può essere utilizzato per un più facile, efficace e veloce inarniamento
degli sciami. Appoggiare i supporti feromonali sui legni dei telai e scuotere
come d’abitudine.Le api entrano più velocemente nell’arnia e difficilmente la
lasceranno. Molto utile anche per raccogliere sciami a terra.
Produzione di cera
- secondo alcuni
la produzione di cera risulta migliore in presenza del BEE BOOST
Bee Boost nel melario
- questo tipo
di utilizzo è stato proposto da alcuni apicoltori americani per la produzione di
miele in favo. Si può notare che inserendo il feromone nel melario
superiore di più melari vuoti , le api cominciano a disporre il miele
nelle vicinanze del supporto. Si può ipotizzare che questo utilizzo possa
indurre le api a cominciare anticipatamente a stoccare a melario senza intasare
il nido con successiva poca disponibilità di spazio per la covata. Anche per la
produzione di acacia questo potrebbe tornare utile, evitando lo stoccaggio del
pregiato miele nel nido. Tuttavia ulteriori verifiche sembrano necessarie .
Blocchi di covata controllati per trattare la varroa-
Il Dossier " Varroa sotto controllo: istruzioni per l’uso " elaborato da
UNAAPI e Fai presenta tra gli interventi complementari il blocco della covata.
Tra i difetti del metodo vengono segnalati i rischi di saccheggio in condizioni
di carestia che le famiglie orfanizzate dovrebbero affrontare. Questi sarebbero
evitabili con l’utilizzo del Bee Boost negli alveari orfani.
Blocchi di covata con il metodo dell’asportazione della covata opercolata per
il controllo della varroasi
(
Secondo il dossier succitato)
-la presenza di BEE BOOST nell’alveare di partenza a cui sono stati tolti
favi con covata aperta, api e regina, conferisce una stabilità molto superiore,
consentendo un miglior sfruttamento dell’eventuale raccolto del periodo, una
maggiore capacità di costruzione della cera e una tenuta molto superiore ai
saccheggi.
Questioni aperte
Mortalità di regine e coabitazione regina - feromone
Nel 98 si è assistito ad una notevole mortalità di regine sia in alveari
privi di feromone aggiunto che con Bee Boost. Non è stato possibile stabilire
una relazione fra la presenza del Bee Boost è la mortalità perchè negli apiari
con orfanità e feromone non erano presenti alveari di controllo. Nessuna
segnalazione di fenomeni analoghi è fino ad ora giunta dall’estero. E’ da notare
che poco peso si è sinora dato al passaggio della nube radioattiva presente
sull’Italia proprio nello stesso periodo.
E’ da segnalare che due apiari contigui di 40 unità, recanti le stesse
quantità di feromone ( da uno a tre) immesso nello stesso periodo e con le
stesse modalità, in produzione sull’acacia a pochi km di distanza hanno
presentato in un caso totale normalità delle regine e nell’altro un’orfanità del
50%.I problemi sarebbero inoltre sorti dopo più di un mese dall’inserimento del
feromone.
Sono giunte anche notizie da un apicoltore che non conosceva il Bee Boost che
ha avuto in un apiario di 15 alveari un’orfanità del 100%.15 alveari orfani
contemporaneamente nello stesso periodo.
Deve perciò essere considerata buona norma non utilizzare il feromone oltre
il periodo richiesto per ogni singolo scopo e non utilizzarlo negli alveari in
produzione dopo il periodo di metà sciamatura in presenza di regina ( periodo in
cui sono stati verificati nel 98 i suddetti problemi) fino a che non saranno
disponibili elementi certi. Per gli stessi motivi è buona norma non utilizzare
il feromone sugli alveari in produzione ( utilizzo per il quale non sono attesi
benefici ) . Non si può al momento escludere che in particolari casi alla fine
della sciamatura, cominciando a raccogliere quelle che secondo loro dovrebbero
essere le scorte invernali , anche tenendo conto del posizionamento del
supporto, vi possa essere competizione fra la regina e il Bee Boost. Sembra
inoltre da tenere sempre ben presente il dosaggio del feromone aggiunto in
rapporto alla quantità di api presenti ed al periodo stagionale nel caso di
coabitazione con la regina nonostante che nelle prove effettuate in Canada siano
stati somministrati ed assorbiti dalle api fino a 50 Qeq ( il quantitativo
contenuto in cinque Bee Boost ) al giorno ad alveari in produzione senza perdite
di regine .
Nella pratica italiana alcune cose richiedono qualche considerazione .
Ad esempio api raccolte da melari con acacia al momento della smelatura e
costituite in una sorta di pacco d’api mediante due o tre supporti sono poi
risultate aggressive nei confronti della regina della famiglia con la quale sono
state riunite. La grande quantità di feromone di cui disponevano e la modalità
di aggregazione ( in questo modo praticamente la riunione di due famiglie con
regina ) non solo le portava a credere di avere già una regina, ma anche che la
loro era migliore di quella a cui sono state aggregate. Anche nel caso in cui si
voglia aggiungere la regina ad esempio ad un nucleo già contenente BEE BOOST ,la
quantità di feromone sintetico non dovrebbe essere superiore a quello della
regina. Ciò si ottiene tagliando il supporto e collocandone solo una piccola
porzione. Sembra necessario imparare a capire in che modo le api si sentono
quando si vogliono riunire famiglie con regina ad api con Bee Boost .In questi
casi alle api può sembrare di avere due regine e di questo è necessario tenere
conto riducendo la quantità di feromone sintetico in maniera che sia la regina
vera ad essere dominante.
Quantità di feromone utilizzate nelle prove sperimentali su alveari in
produzione e periodi di somministrazione
Prove di inibizione della sciamatura ( M. Winston e al. - Journal of insect
Behavior vol 4 n° 5 91) su famiglie Langstroth doppio corpo e corpo singolo
Applicazione di 10 Qeq al giorno su vetrino con successiva verifica per
cromatografia dell’assorbimento risultato totale. Periodo di somministrazione da
metà aprile a fine giugno .
Prove sul bottinamento e l’allevamento di covata
(Higo, Winston e al. Canadian Entomology 124-409-418- 92)
su famiglie Langstroth doppio corpo con melari
50 Qeq al giorno dal 2 al 10 luglio su due vetrini sul favo centrale di ogni
corpo di covata con verifica per cromatografia dell’assorbimento risultato
pressochè totale . In questi test non sono state osservate mortalità di regine.
Nell’articolo " Applicazioni di feromone mandibolare della regina per
apicoltura e impollinazione ( BEE WORLD 74 ( 3) 111-128-93)il Prof. Winston
scrive:
" La questione che più frequentemente ci è stata posta dagli apicoltori è :il
feromone sintetico della regina può essere un aiuto per trovare la regina o
introdurne una nuova?Sfortunatamente la risposta è no. Il feromone mandibolare
non può essere utile per attirare la regina e neppure le operaie la uccidono
quando esposte ad un alto livello di feromone .
Swarm Catch con feromone di Nasonov
supporto plastico a lento rilascio
testato in Italia nel 1998 , in commercio dal 1999
Per catturare sciami vaganti
Il feromone di Nasonov è rilasciato dalle api operaie . E’ un feromone di
orientamento chiamato anche il feromone " per di qua ...." Per rilasciare questo
feromone le api alzano l’addome, che contiene le ghiandole produttrici e agitano
le ali vigorosamente. Questo tipo di ventilazione è chiamato ventilazione
odorosa. E’ molto comune vederla praticare all’ingresso dell’arnia. Quando uno
sciame in partenza comincia ad agglomerarsi su un sostegno, si ha che le prime
api arrivate cominciano a secernere questo feromone per attirare le altre. Il
feromone sintetico di Nasonov può attrarre gli sciami in arnie vuote o in
speciali arniette. Il supporto esca consiste in un piccolo tubetto con
cappuccio. Il feromone è contenuto all’interno e viene diffuso dall’apertura e
attraverso le pareti.
Considerevoli ricerche hanno dimostrato la validità dell’uso di questo
feromone come attirasciami. Se diverse arnie esca sono disponibili , dal 50
all’80% risulteranno occupate nel corso della stagione sempre che vi sia un
numero sufficente di sciami in transito.
Preparazione e posizionamento dell’arnia esca
Per attrarre uno sciame ,un’arnia o un’arnietta con un favo sono preferibili
al solo legno vuoto. E’ utile rivolgere l’arnia verso sud e anche mantenerla
sollevata da terra quanto più possibile. Gli sciami hanno la tendenza ad
allontanarsi da 250 a 500 metri dall’apiario di origine. Disponendo le esche ai
bordi dell’apiario potranno essere catturati sciami di passaggio. Per catturare
gli sciami che potrebbero partire dal proprio apiario è utile posizionare le
esche a distanza fra 250 e 500 metri. Si raccomanda di non mettere miele nelle
arnie esca.
Un paio di arnie esca per apiario o posto in cui si vuole effettuare la
caccia agli sciami sono sufficenti.
Questo feromone è molto utile anche per l’inarniamento degli sciami alla
cattura. Bagnando con qualche goccia le calastre dei telai le api entrano più
velocemente nell’arnia.
Uso e conservazione del feromone
La ricerca mostra che una percentuale dal 50 all’80% delle esche viene
riempita se vi è un ragionevole numero di sciamature nell’area interessata. Per
utilizzare il feromone togliere il cappuccio ed appendere il tubetto in
prossimità dell’ingresso dell’alveare.
Conservare di preferenza in congelatore fino all’uso o fra i tempi di
utilizzo.
Il rilascio del feromone viene effettuato per tutta la stagione. Può essere
riutilizzato dopo che
uno sciame è stato catturato . Utilizzando in aggiunta il BEE BOOST a base di
feromone mandibolare della regina si migliora la probabilità di successo.
E’ meglio non toccare il supporto a mani nude per non deteriorarne il
rilascio.
Il rilascio avviene attraverso la parete per sette- otto mesi. Nel periodo di
massima sciamatura abbiamo voluto provare ad aumentare l’evaporazione aprendo
anche il tappino e in alcuni casi versando direttamente il feromone all’interno
dell’arnietta esca. E’ evidente che se si maggiora la quantità di feromone che
volatilizza anche l’attrazione per le api aumenta. Se utilizzato solo per i mesi
caratteristici della sciamatura dura in molti casi più di una stagione.
Impossibile dire quale sia la percentuale di sciami catturata ( o catturabile )
dato che non si sa quanti ne passino in vicinanza delle esche ( aggiungendo
anche un supporto BEE BOOST si possono rendere le arniette esca ancora più
efficaci). Al momento di catturare inarniandolo uno sciame appeso ad un albero o
a terra si possono bagnare i telai con qualche goccia di feromone di Nasonov .Le
api entrano molto più in fretta nell’arnia. Il risultato è ancora migliore
mettendovi anche un supporto ( o anche mezzo ) BEE Boost
In questo modo molto difficilmente le api lasceranno l’arnia offerta loro (
cosa che succede abbastanza di frequente ) .
I due feromoni insieme si sono rivelati molto utili per raccogliere le api
rimaste nei melari dopo il loro prelievo dagli alveari ( si raccolgono a
grappolo intorno ai feromoni ) e per raccogliere le api in giro per il
laboratorio. Questo utilizzo è influenzato dalla luce e dalle correnti d’aria
presenti ed è necessario trovare la posizione giusta..
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