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BEE
BOOST
supporto plastico a base di feromone mandibolare sintetico
per tante utilissime applicazioni nell'apicoltura moderna
documentazione 1998esperienze di un anno di utilizzo
Il prodotto Bee Boost ha le seguenti caratteristiche:
*prodotto naturale- le sostanze costituenti sono presenti in
natura e non sono tossiche per l'uomo e per l'ambiente
*essenzialmente simile-il feromone sintetico ( QMP) è
essenzialmente simile a una miscela semplificata del feromone mandibolare
naturale delle regine e perció non comporta rischi tossicologici
Background
Il feromone mandibolare della regina ( QMP ) è una miscela
naturale di componenti feromonali. E' prodotta dall'ape regina ed è essenziale
per la coesione e la vitalità dell'alveare. Diversi esperimenti hanno dimostrato
che il QMP sintetico , formulato in supporti di rilascio in materiale plastico,
risulta efficace come rimpiazzo temporaneo dell'ape regina ( pseudo regina ).Gli
apicoltori, inclusi gli allevatori di api regine , hanno utilizzato questo
prodotto, denominato Bee Boost , per una quantità di funzioni apistiche come la
spedizione di pacchi d'api o l'impiego nei nuclei di fecondazione delle giovani
regine. Molti articoli scientifici sono stati scritti sull'efficacia di Bee
Boost. Il QMP è una miscela di feromoni ( i feromoni sono sostanze naturali
utilizzate da organismi di diverse specie a fini di comunicazione) secreta dalla
ghiandola mandibolare dell'ape regina che gioca un ruolo fondamentale nel
controllo del comportamento delle api operaie all'interno e all'esterno
dell'alveare .La realizzazione sintetica del feromone QMP consiste dei seguenti
componenti feromonali
- 9-Oxo-2(E)- acido decenoico ( 9-ODA )
- 9-idrossi-2(E)acido decenoico ( 9-HDA )
- Metil p-idrossibenzoato ( HOB )
- 4 idrossi-3-metossifenetil alcol ( HVA )
In conseguenza della bassa volatilità del QMP, il contatto
fisico è il principale veicolo di distribuzione.
Benchè variabile e altamente dipendente dall'età e dalle
condizioni della regina la quantità media di QMP che una regina feconda secerne
è stimata come segue:
Un " regina equivalente " ( Qeq) di feromone sintetico QMP
prodotto da Phero Tech consiste in 0,250 mg di 9-ODA ; 0,150 mg di 9-HDA; 0,020
mg di HOB e 0,002 mg di HVA, per un totale di 0,422 mg
Il feromone naturale QMP è naturalmente presente nella cera e
nel miele degli alveari. Per innumerevoli generazioni e decine di migliaia di
anni l'uomo ha utilizzato e consumato cera e miele senza effetti tossicologici.
In studi statunitensi è stato concluso che il basso livello tipico dei feromi
dei lepidotteri non costituisce in nessun caso minaccia tossicologica.Si può
perciò concludere che il feromone naturale QMP non presenta tossicità alcuna.
Ogni dispositivo BEE BOOST contiene 10 regina equivalente di miscela
semplificata di feromone
sintetico ( 4 mg ). I componenti sono formulati in un
apposito dispositivo plastico di rilascio. Le api rimuovono mediante contatto la
miscela feromonale dalla superifice del supporto. Il BEE BOOST risulta efficace
per almeno trenta giorni in una famiglia di dimensioni medie.
Effetti del feromone mandibolare sullo sviluppo di covata in
nuclei e famiglie
Un supplemento di feromone induce una maggior raccolta di
polline sia come raccolta individuale che come numero di api che si dedicano a
questo compito. Secondo le ricerche scientifiche alla fine del periodo di
osservazione, i nuclei con 1 Qeq risultano avere raccolto il 95 % in più; di
polline. Tutto ciò non si traduce in un aumento delle scorte , ma in un aumento
di produzione di covata. Lo stesso comportamento non si verifica in egual misura
in estate sulle colonie in produzione probabilmente perchè lo scopo di queste è
la produzione di miele e non lo sviluppo della famiglia. Non sono però stati
studiati gli effetti del feromone sulle colonie in produzione all'uscita
dell'inverno, quando anche per esse la produzione di covata è lo scopo
principale. Il trattamento a 10 Qeq nonproduce effetti rispetto al gruppo di
controllo. Questo significa una evidente " overdose " con effetto di
desensibilizzazione delle operaie. Numerose conferme sono giunte relativamente a
questo tipo di utilizzo. Un paio di apicoltori non hanno invece notato
differenze.Significativo l'utilizzo massivo effettuato in primavera in numerosi
apiari in calabria da cui è risultato un aumento della deposizione inversamente
proporzionale alla forza delle famiglie e quello in zone povere di polline
(Varese)in cui la differenza della disponibilità di polline delle famiglie è
risultata con molta facilità.Da citare un'esperienza di produzione di nuclei in
Veneto. In queste condizioni le famiglie realizzate a maggio con un favo di
covata si invernavano solitamente su 5 telai. Con l'utilizzo del BEE BOOST sono
state invernate su 8.
Una correlazione sembra anche presente con le condizioni
ambientali . Il miglioramento dello sviluppo delle famiglie sembra tanto
migliore quanto più; le condizioni ambientali sono avverse. La mancanza di
effetto di stimolazione può anche essere dovuta, come visto più; sopra, ad un
eccesso di feromone rispetto alla quantità di api presenti e ad un effetto di
superdosaggio.Si può dunque provare a ridurre la quantità di feromone applicata
di una buona metà.Si deve anche considerare che l'applicazione del feromone
provoca la stimolazione della regina attraverso un maggiore apporto di polline .
Può anche succedere che la regina non sia fisiologicamente in grado di
rispondere più; di tanto alla stimolazione. Per fare un esempio, non basta
cambiare il carburatore per fare di una "500" un auto da formula 1. Non ci si
può aspettare di far diventare regine vecchie e scarse le migliori
dell'allevamento con l'aggiunta del Bee Boost. Questo pare un po' troppo.Una
certa mortalità di regine vecchie con sostituzione è osservata dopo
l'inserimento di Bee Boost in primavera ( marzo ) . In questi casi la regina
sembra essere molto scarsa e destinata a sciamare e una sua sostituzione
naturale e precoce viene definita utile ai fini produttivi.Tuttavia c'è da dire
che la sostituzione di regine in primavera è piuttosto comune e la semplice
osservazione " a occhio" da parte di bravi apicoltori non è sufficente a
stabilire se la presenza del feromone accelera la sostituzione.
Uso del supporto-collocare un BEE BOOST nella parte anteriore
del nido .
Controindicazioni ed effetti collaterali- nessuna
problematica particolare è stata notata nei nuclei
Effetti di feromone mandibolare della regina sintetico su
pacchi d'api
Quantità minime possono mantenere tranquille le api .
Slessor e al. (88) hanno dimostrato che in laboratorio il
comportamento di " corte reale" può avvenire a quantitativi più; bassi di un
decimilionesimo di Qeq.
Chiaramente, il dosaggio di feromone sintetico richiesto è
altamente specifico per ogni funzione.
L'applicazione in campo per questo utilizzo ha dato risposte
molto positive per quanto riguarda la coesione del pacco. Particolare attenzione
deve essere posta se si ha intenzione di riunire queste api ad una famiglia con
regina o si vuole introdurre una regina con la gabbietta. Le api in queste
condizioni di assenza di covata si convincono con poco feromone di avere una
regina e possono poi non accettare volentieri la presenza di quella che per loro
diventa una seconda regina .E' perciò consigliabile lasciare non più; di un
decimo del supporto feromonale durante la fase di introduzione della regina in
gabbietta, posizionandolo vicino alla porta di volo per mantenere la coesione
delle api e contenere le possibilità di saccheggi fino a che la regina è libera.La
gabbietta con la regina andrà sistemata quanto più; lontano possibile dal
feromone.
Una volta che la regina ha cominciato a deporre si può
aumentare ( fino a 1 supporto intero) la quantità di feromone presente per
stimolarne la deposizione.
Le api a pacco sono tenute molto bene in coesione dal
feromone. Persino troppo.... Bisogna considerare che in questa condizione di
completa assenza di altri riferimenti ( covata coi relativi feromoni, ciclo
biologico dell'alveare ( o meglio ex alveare) sconvolto e inesistente nel
momento in cui le api sono ridotte a pacco ) e nella condizione di assoluta
immobilità le api ricevono una forte sensazione di " presenza di regina" anche
con poco feromone. Se si riuniscono senza nessuna cautela con altre api
inarniate, queste avranno la sensazione di una riunione di due famiglie con
regina. A causa delle condizioni in cui sono state mantenute saranno anche molto
convinte che è la loro regina la migliore......il risultato sarà molto
probabilmente l'uccisione della regina vera....anche perchè le api della
famiglia inarniata non possono uccidere il BEE BOOST.E' necessario tener conto
di questo nella riunione ed operare di conseguenza
L'uso di feromone mandibolare della regina nella gestione dei
nuclei di fecondazione
L'utilizzo in campo in condizione europee ha confermato, a
parte le dovute eccezioni, ( Lapis n°7 settembre 98) il mantenimento di una
quantità superiore di popolazione nei nucleetti con feromone. L'utilizzo di una
quantità moderata e proporzionale alla quantità di api presente nel nucleino di
fecondazione ha dato effetti soddisfacenti nel mantenimento della coesione dello
stesso e nella riduzione della deriva delle api. Le celle sono state accettate e
le vergini si sono fecondate regolarmente. Per quest'uso sembra utile
posizionare il feromone nella parte posteriore dell'arnietta, in un angolo.Una
quantità troppo alta di feromone può però dare l'effetto contrario di quello
desiderato facendo credere alle poche api del cassettino di avere già una
regina. Si tratta perciò di utilizzarne una quantità che consenta il
mantenimento della coesione senza risultare però troppo forte. Un decimo del
supporto Bee Boost ha dato buoni risultati a diversi allevatori.Con nuclei più;
grandi anche un mezzo supporto ha dato i risultati richiesti di coesione della
popolazione e accettazione delle celle e delle vergini.Il supporto Bee Boost
consente ( Lapis n°7 settembre 98) la stabilizzazione dei nuclei di nuova
formazione senza necessità di confinamento o clausura.Se il supporto è presente
solo in alcuni cassettini, questi tenderanno a raccogliere api da quelli orfani
in maniera analoga a quanto succederebbe se alcuni avessero la regina.
Il BEE BOOST ha mantenuto anche la coesione dei cassettini
alla costituzione,fatti senza covata, con la tecnica del pacco d'api. In questa
situzione è necessario introdurre una quantità più; alta di feromone,
disponendolo vicino all'ingresso, fino all'introduzione della prima cella.
Inserendo la cella è necessario diminuire sensibilmente la quantità di feromone
presente disponendolo nella parte posteriore. Non appoggiare il supporto al
legno. Sembra che l'accumulo nel legno richieda alcuni giorni per disperdersi
potendo cosÏ risultare in alcuni casi in eccesso facendo la differenza fra una
buona o una cattiva accettazione della vergine
Esperienze pratiche di utilizzo con api orfane e per
impollinazione con nuclei orfani in serre
L'aggiunta del supporto Bee Boost a famiglie orfane di varie
dimensioni ha avuto effetti definibili sorprendenti senza tema di essere
smentiti e sui quali sono risultati d'accordo anche i denigratori del prodotto.
Vengono segnalati casi di alveari orfani o con regina vergine che hanno
costruito la cera dei melari e li hanno poi riempiti di miele.
Notevole su tutti l'esperimento effettuato dall'apicoltore
professionista Francesco Artese ( poi ripetuto da altri colleghi) che in pieno
raccolto sull'arancio, quando le famiglie erano già al secondo melario,ha
spostato il nido da due di queste,lasciando quattro melari con dentro un Bee
Boost poggiati su un fondo mobile. A fine raccolto i melari erano pieni , mentre
i nidi erano nel frattempo serviti ad altri scopi. Sembra che le bottinatrici
abbiano prodotto anche in assenza del nido.Questo particolarissimo tipo di
utilizzo potrebbe tornare utile anche:
* come tecnica veloce di contenimento della sciamatura
* come tecnica per trattare anticipatamente i nidi in caso di
infestazione preoccupante di varroa mantenendo le bottinatrici in produzione.
Sembra dunque , visto l'ottimo funzionamento con api orfane e
l'attività di volo e raccolta di polline da esse ottenibile, che il supporto Bee
Boost sia molto adatto a sostituire la regina nell'utilizzo per nuclei da
impollinazione delle serre. Vista la dimensione di questi, già un mezzo supporto
potrebbe essere sufficente. Inoltre il feromone risulta consumato molto
lentamente e attivo molto a lungo.Le api bottinano fino alla completa estinzione
della famigliola.
Si può anche pensare all'utilizzo del feromone per la
gestione controllata di blocchi di covata allo scopo di trattare la varroa come
contemplato dal dossier Unaapi-Fai.Non è raro trovare alveari pesantemente
infestati per i quali è difficile coi mezzi attualmente a disposizione riuscire
a fare qualcosa. Un periodo di orfanità controllata dal feromone,senza derive e
saccheggi , ma con api che raccolgono e costruiscono cera potrebbe far diventare
determinante un unico trattamento della varroa.Bisogna però anche attentamente
valutare la difficoltà di reintroduzione della regina dopo lungo periodo di
orfanità.
Il feromone è stato utilizzato anche nella produzione di
pappa reale e regine, spillato alla stecca portacupolini allo scopo di far
salire un maggior numero di api.L'accettazione dei cupolini innestati è
risultata normale, nonostante la presenza estremamente ravvicinata del supporto
col feromone.( api orfane con feromone non sanno decidere nei primi tre giorni
se fare celle reali o meno, ma le allevano se queste vengono loro proposte- come
dire " se qualcuno ha deciso di farle noi le alleviamo) .
BEE BOOST nel melario
Sempre allo scopo di verificare la possibilità di far salire
le api, il feromone è stato collocato all'inizio della fioritura dell'acacia in
un alveare con due melari vuoti, fra i due telai centrali di quello superiore.
Le api hanno raccolto poco, ma hanno disposto il miele nei telai centrali dei
due melari in corrispondenza del feromone. L'utilizzo di feromone nel melario
può tornare utile per far raccogliere alle api nel melario senza intasare il
nido ( sfruttando così ad esempio tutto il raccolto sull'acacia) o per ridurre
la congestione del nido favorendo la salita a melario delle api ottenendo in
questo modo un effetto antisciamatura. Tuttavia maggiori verifiche sembrano
necessarie per questi utilizzi. Questo tipo di utilizzo è stato proposto
da alcuni apicoltori americani per la produzione di miele in favo
Per l' impollinazione delle serre
E' possibile produrre nuclei orfani che avranno scarsa
propensione a bottinare oppure nuclei con regina.
In questo secondo caso si avranno invece i costi aggiuntivi
legati alla presenza della regina ( necessità di un gran numero di regine fuori
stagione, loro conservazione e gestione ecc.) e i problemi della non infrequente
sciamatura dei nuclei all'interno delle serre.La produzione dei nuclei con Bee
Boost è una soluzione che consente di ottenere nuclei con volo analogo a quelli
con regina ma a costi inferiori.Anche i tempi di produzione dei nuclei vengono
accelerati con l'utilizzo di Bee Boost, il cui utilizzo consente anche una
maggior stabilità dei nuclei alla produzione,con deriva minima di api.
Per le impollinazioni più; corte i nuclei potrebbero essere
costituiti anche senza telai.
Effetti del feromone sulla costruzione di celle nelle varie
situazioni
Aggiunta di feromone in presenza di regina in primavera,
prima e durante la sciamatura
Il feromone sintetico integra la produzione della regina( che
è di tre tipi ). L'insieme può ritardare o evitare la sciamatura. Come detto,
estrema variabilità dei risultati ottenuti.
L'aggiunta del feromone non blocca in alcun modo la
costruzione delle celle se questa è già iniziata per qualsiasi motivo.
Il feromone non deve perciò essere inserito in ritardo.
Il solo BEE BOOST non dovrebbe di norma impedire
completamente la costruzione di celle in assenza di regina. Questo aspetto è
però al momento poco chiaro.
Introduzione di regine in nuclei
orfani con Bee Boost.
In alcuni casi l'accettazione delle regine in presenza di Bee
Boost non è stata eccellente,specialmente agli alti dosaggi del feromone. Il
feromone non migliora l'eventuale accettazione della regina ed è bene limitarne
la quantità presente al momento dell'introduzione della regina ad una quantità
minima ( 1/10 del supporto vicino alla porta di volo) per mantenere la coesione
e il volo di raccolta ( evitando saccheggi ) fino a che questa è uscita dalla
gabbietta.Successivamente si può aggiungere una quantità maggiore di feromone (
ricordando che troppo non aiuta), proporzionale al numero delle api per
stimolare la raccolta di polline. Nel caso di api su favi, finita la covata (
specialmente disopercolata) l'atrofizzazione ovarica delle operaie comincia a
mancare. Questa mancanza che dipende dai feromoni della covata e da altro, ma
non dal feromone mandibolare, rende più; difficile l'accettazione.
Orfanizzazione e immediata aggiunta di feromone mandibolare
sintetico
Le api hanno una sensazione strana. Costruiscono qualche
cella con poca convinzione dopo il terzo giorno. La " convinzione " dipende
dalla quantità di feromone presente in rapporto al numero di api.In questa
situazione, se il livello di QMP sintetico è sufficentemente alto da surrogare i
tre feromoni della regina e quelli della covata, le api non sanno decidere se
iniziare a costruire celle o meno, ma se vengono inseriti cupolini con larve già
innestate ( come nella produzione di regine o pappa) accettano la situazione e
continuano l'allevamento. Questa sensazione di incertezza si interrompe però fra
il terzo e il quarto giorno . In questo periodo una più; convinta costruzione di
celle è stata osservata. In uno studio compiuto dal Dr Winston a dosaggi tra 0,1
e 10 Qeq, al sesto giorno di orfanità solo il 25% delle famiglie non ha prodotto
alcuna cella reale. La maggior parte ne ha prodotto 4 o 5 a dimostrazione che il
feromone mandibolare non è il solo inibitore della costruzione di celle reali
presente nell'alveare. La completa inibizione della costruzione di celle sembra
legata ad un sottile equilibrio dei feromoni della regina con quelli della
covata. E' inoltre ipotizzabile che le api siano più; o meno sensibili ai
feromoni a seconda del loro patrimonio genetico, ad esempio esattamente come gli
uomini sono sensibili in vario modo all'alcol.
Introduzione di Bee Boost in alveari con regina e in
produzione
Non ha senso perchè non sono attendibili benefici.
Nonostante negli studi canadesi non sia successo, potrebbe
verificarsi che la regina sia eliminata. I nuclei non sembrano avere problemi di
sovrapposizione feromonale .Le famiglie non sembrano averne fino a che la
sciamatura finisce. Le api potrebbero comportarsi diversamente nei confronti del
feromone a seconda dello status in cui si trovano.
Toccare regine con dita sporche di feromone
Un apicoltore belga ha per caso marcato due regine dopo aver
maneggiato supporti feromonali. Le regine reintrodotte sono state uccise. Ha
pensato che questa operazione abbia modificato la riconoscibilità della regina.
Supporto con feromone puntato sul listello del telaio
Nella cera il feromone risulta degrato in circa 24 ore (
nelle condizioni normali dell'alveare). Non sono state effettuate verifiche per
stabilire se nel legno risulti meglio conservato. Un apicoltore belga ( Lapis
n°7-98) ha utilizzato un BEE BOOST in uno starter puntato sul listello del
telaio. Tolto il supporto feromonale e inserito il telaio coi cupolini innestati
ha dovuto attendere la terza prova per avere un'accettazione normale. Non ci
sentiamo di condividere l'idea che la scarsa accettazione sia da imputare al
feromone rimasto sul legno ( in quantità minima ) avendo utilizzato direttamente
il BEE BOOST per la produzione di pappa reale spillato sul listello
portacupolini allo scopo di attirarvi un maggior numero di api e avendo
osservato un'accettazione normalissima proponendo i cupolini innestati. Altro
discorso sarebbe, come detto più; sopra, se le api dovessero iniziare da sole
l'allevamento reale.
Recupero di famiglie con api fucatrici
Anche questa è un'esperienza belga ( Lapis N° 7 -98).
Dopo aver lasciato il Bee Boost per due settimane,
l'apicoltore ha aggiunto un telaio di covata giovane ( togliendo nel contempo il
supporto feromonale) sul quale le api hanno allevato una cella reale.
Non lasciare il feromone oltre il tempo di utilizzo richiesto
per la specifica funzione .
Utilizzare quantità di feromone proporzionali alla quantità
di api interessata. Dosaggi molto alti non sono utili se non per l'inibizione
della sciamatura.
Non posizionare il feromone al centro della cassa, ma al
bordo anteriore , vicino alla porta di volo, all'altezza del legno verticale dei
telai.
Il supporto feromonale dura molto a lungo e per molto tempo
risulta attrattivo per le api.Tuttavia non è detto che la quantità rimasta nella
plastica sia sufficiente per ogni specifica applicazione.
La presenza del feromone può falsare il "sonoro " delle api
in caso di orfanità.
Un'occhiata al nido è perciò vivamente consigliata.
Il Bee Boost non è uno strumento da lasciare
indiscriminatamente e senza controllo nell'alveare per quattro o cinque mesi
Attrazione di api alla deriva -Quando si spostano
le api succede che alcune rimangano sul posto. Una cassettina contenente BEE
BOOST e favi vuoti le attrae e raccoglie.Potranno poi essere riunite ad altre
famiglie o dar luogo ad un nuovo nucleo con l'aggiunta di una cella o regina.
Inserire il BEE BOOST tra i favi , nella parte anteriore della cassettina.
Questo tipo di utilizzo non consuma feromone. Il supporto può essere
riutilizzato o lasciato per due mesi per dare maggiore sviluppo al nucleo
costituito. Questo tipo di utilizzo non ha presentato particolari difficoltà.
Con questa tecnica si possono produrre velocemente anche nuclei costituiti in
prevalenza da api vecchie. I nuclei così prodotti hanno tirato la cera e
raccolto in assenza di regina.
Nei pressi del laboratorio o al suo interno o quando si
recupera uno sciame , capita spesso che diverse api rimangano alla deriva.Una
cassettina con qualche favo vuoto e un BEE BOOST può recuperare tutte queste api
che altrimenti andrebbero perdute. Per questo utilizzo il feromone non viene
praticamente consumato ed è pienamente riutilizzabile . L'attrattivitità del Bee
Boost in laboratorio, per il recupero delle api in esso stazionanti è risultata
funzione del suo posizionamento.
∞Temporaneo rimpiazzo della regina-
Il BEE BOOST può essere utile per mantenere la popolazione di un alveare orfano,
che altrimenti tenderebbe a essere soggetta a deriva verso altri alveari, per il
tempo necessario a reperire una nuova regina. Col feromone sintetico l'alveare
orfano vola di più; e risulta molto meno soggetto ai saccheggi.Inserire il BEE
BOOST vicino alla porta di volo. Per questo utilizzo il supporto si scarica di
circa un trentesimo della sua capacità per ogni giorno di presenza nell'alveare.
Sulla base del periodo in cui è stato lasciato in opera si potrà calcolare quale
è la sua potenziale efficacia residua.
∞Nella preparazione dei pacchi d'api e
nuclei -per stimolare la famiglia donatrice dopo il prelievo di api
.Le famiglie donatrici o che hanno sciamato ricominciano ad avere come scopo
primario la produzione di api. Inserire BEE BOOST fra i favi centrali, vicino
alla porta di volo, aiuta il loro sviluppo. Per questo utilizzo la durata
dell'efficacia del BEE BOOST è di circa due mesi.
∞Api più;
tranquille- la presenza del Bee Boost
rende generalmente le api più; mansuete
Trasporto di alveari in condizioni di elevata temperatura e
popolazione, anche di giorno.
Col supporto BEE BOOST presente nell'alveare, le api stanno
maggiormente calme . Ciò provoca minori effetti di agglomerazione con
diminuzione dei fenomeni di soffocamento . ( Questo tipo di esperienze è stato
sviluppato in Francia dagli apicoltori professionisti del sindacato SPMF).
Collocare il supporto fra i favi centrali, nella parte anteriore dell'alveare.
Se il supporto viene lasciato solo per il tempo del viaggio il suo consumo è
minimo e puo essere pienamente riutilizzato.
Produzione e spedizione di nuclei e pacchi d'api orfani
La possibilità di vendere api senza regina apre questa
produzione ad un maggior numero di operatori. Non tutti, inoltre, vorrebbero
acquistare api con regina. Inserire il BEE BOOST tra i favi centrali nel caso di
nuclei o nell'apposito spazio per la gabbietta della regina nel caso di pacchi
d'api. Per questo tipo di utilizzo il feromone non viene praticamente consumato
e può essere pienamente riutilizzabile nel caso del pacco d'api. Si può
considerare un consumo di un sessantesimo al giorno per i nuclei nel caso questi
siano liberi di volare.
Recupero delle api dai melari raccolti
Qualunque tecnica si usi, dalla spazzolatura all'apiscampo
alla soffiatura, un numero più; o meno grande di api rimane all'interno dei
melari. Questo numero è tanto più; alto quanto più; si ha bisogno di fare in
fretta.Disponendo uno o due BEE BOOST ( legati insieme ) sul melario in cima
alla pila , le api presenti si raccolgono intorno al feromone e possono essere
raccolte con facilità.
Questo utilizzo non provoca consumo di feromone che può
essere pienamente riutilizzato.
Prevenzione dei saccheggi
la presenza del BEE BOOST tra i favi centrali , nella parte
anteriore dell'arnia , in prossimità dell'ingresso, consente una maggiore
resistenza ai saccheggi .Per questo utilizzo il feromone viene consumato
proporzionalmente alla grandezza della famiglia e al tempo di permanenza al suo
interno.
Confermata anche la riduzione dei saccheggi in atto
Per inarniare sciami - Il Bee Boost, meglio ancora
se insieme al feromone di Nasonov contenuto nel prodotto Swarm Catch, puÚ essere
utilizzato per un più; facile, efficace e veloce inarniamento degli sciami.Appoggiare
i supporti feromonali sui legni dei telai e scuotere come d'abitudine.Le api
entrano più; velocemente nell'arnia e difficilmente la lasceranno. Molto utile
anche per raccogliere sciami a terra.Vengono segnalate con questo tipo di
utilizzo,lasciando il feromone , diverse mortalità della regina nei giorni
successivi l'inarniameto a dimostrazione della grande sensibilità delle api a
sciame per il feromone. Difficile spiegare queste differenze di comportamento.
Lasciare dunque nell'alveare,dopo la cattura, solo un decimo
del supporto Bee Boost situandolo in prossimità della porta di volo fino a che
la regina ha iniziato a deporre.Successivamente sarà possibile aumentare la
quantità per stimolare lo sciame.
Produzione di cera - secondo alcuni la produzione
di cera risulta migliore in presenza del BEE BOOST
Blocchi di covata controllati per trattare la varroa
Il Dossier " Varroa sotto controllo: istruzioni per l'uso "
elaborato da UNAAPI e Fai presenta tra gli interventi complementari il blocco
della covata. Tra i difetti del metodo vengono segnalati i rischi di saccheggio
in condizioni di carestia che le famiglie orfanizzate dovrebbero affrontare.
Questi sarebbero evitabili con l'utilizzo del Bee Boost negli alveari orfani.
Blocchi di covata con il metodo dell'asportazione della
covata opercolata per il controllo della varroasi (Secondo il dossier
succitato)
-la presenza di BEE BOOST nell'alveare di partenza a cui sono
stati tolti favi con covata aperta, api e regina, conferisce una stabilità molto
superiore, consentendo un miglior sfruttamento dell'eventuale raccolto del
periodo, una maggiore capacità di costruzione della cera e una tenuta molto
superiore ai saccheggi.
Ritardo e inibizione della sciamatura
Le operaie cominciano ad allevare nuove regine circa 7/10
giorni prima della sciamatura. I fattori primari , nessuno indipendente dagli
altri, per cui la colonia prepara la sciamatura sono :
* dimensione della famiglia
* congestione del nido
* distribuzione dell'età delle api
* ridotta trasmissione del feromone della regina che inibisce
l'allevamento reale
L'abbondanza di risorse influenza i primi tre fattori e può
essere essa stessa un fattore primario per l'allevamento di nuove regine.
Fra questi stimoli, la congestione dell'alveare e la
circolazione del feromone appaiono come i più; importanti. E' verificabile che
nelle famiglie in sciamatura la circolazione del feromone è ridotta a causa
della congestione in cui essa si trova.
La quantità di feromone che raggiunge ogni singola ape è
ridotta ( o nulla ) . Perciò viene a mancare l'inibizione chimica che la regina
normalmente esercita.
La congestione delle colonie può essere di per se uno stimolo
primario alla sciamatura . Può essere percepita dalle api come aumento di
temperatura nell'alveare, alto livello di anidride carbonica al suo interno o
come numero di celle vuote che le api incontrano nel loro movimento .
Nella pratica si conosce da tempo l'utilita di ridurre la
congestione con l'aggiunta di melari, ma si sa anche che questo di per se non
basta a controllare la sciamatura. Dal 10 al 40 % delle famiglie potranno
mediamente sciamare anche se viene loro concesso spazio in eccesso ( Simpson
1957 ) . La dispersione del feromone nell'alveare avviene principalmente in due
modi:attraverso il comportamento di grooming delle operaie nei confronti della
regina e successiva ridustribuzione per trofallasi e grooming e per mezzo del
passaggio della regina stessa sui favi. Anche le operaie a contatto con la
regina depositano sui favi una piccola quantità di feromone. I risultati di uno
studio dimostrano che il feromone inibitore circola meglio in colonie non
congestionate, dove le operaie sono meglio disperse e possono più; facilmente
muoversi e anche il movimento della regina è meno ristretto.
L'utilizzo in campo del prodotto Bee Boost nel 98 ha dato per
questa funzione risultati ampiamente variabili.In alcuni casi buoni in altri
definiti scadenti. La circolazione del feromone aggiunto risulta probabilmente
difficile nelle famiglie di dimensioni molto elevate specialmente in condizioni
di grande abbondanza tipiche del meridione a fine aprile.Sembra necessario
capire in quale maniera l'efficacia del feromone può essere ottimizzata.Diverse
famiglie hanno prodotto celle,ma hanno poi sostituito la regina senza sciamare .
In diverse famiglie è stata osservata la costruzione di celle che poi sono state
distrutte, per essere poi di nuovo costruite e nuovamente distrutte senza
sciamature per non meno di venticinque giorni.Gli sciami usciti da alveari con
Bee Boost sono risultati piccoli rispetto alla norma . Questo dato è confermato
dalle esperienze francesi e belghe ( Lapis n°7 settembre 98) e trova concordi
anche i detrattori italiani del prodotto. Si ipotizza che la presenza del
feromone vicino alla porta di volo possa influire sulla formazione dello sciame
anche in presenza di celle , impedendola o facendo si che il numero di api che
partecipano al processo di uscita sia minore.
Sistemando il supporto sulle calastre dei telai si può
assistere a comportamenti di attenzione molto diversi a seconda delle
caratteristiche della regina.
In alveari orfani o con regina vecchia il comportamento di
"corte reale" attorno al supporto Bee Boost è molto marcato. In quelli con
regina giovane l'attenzione delle api verso il supporto è molto minore .
Si ipotizza che questo comportamento possa essere usato per
monitorare le caratteristiche feromonali della regina e di conseguenza la sua
attitudine a sciamare . Ciò consentirebbe un intervento mirato , sia come
aggiunta feromonale che come consuete pratiche di contenimento .
La sostituzione della regina in presenza di feromone è
indubbiamente uno dei motivi più; scottanti. Il 98 non era forse l'anno più;
indicato per il primo anno di utilizzo di un prodotto come il Bee Boost. E'
opinione generale che sia stato un anno di grandi perdite di regine. Dal 10 al
100% ( incredibilmente anche un apiario di 15 alveari in provincia di Forlì è
stato trovato un bel giorno coi 15 alveari contemporaneamente orfani . Il
proprietario non sapeva dell'esistenza del Bee Boost) senza utilizzo di feromone.
Difficile trovare spiegazioni. Si potrebbero fare ipotesi sul
passaggio della nube radioattiva proprio in quel periodo o sugli effetti
residuali di nuovi fitofarmaci o sugli effetti a lungo termine dell'acido
ossalico ( i ricercatori spagnoli affermano che provochi non poche regine
fucaiole) ma queste ipotesi sono solo ipotesi.
Nemmeno una segnalazione di mortalità di regine
ipoteticamente associabile all'uso di Bee Boost giunge per il momento
dall'estero. Comunque sia in molti casi le api hanno rinnovato regolarmente le
regine in presenza di feromone ( fino a tre supporti) fino a giugno inoltrato.
In altri casi si sono ritrovate orfane e senza celle di emergenza ( ma
potrebbero anche essere state fatte, con successiva perdita della regina
vergine) . Difficile dire cosa sia successo perchè i nidi di questi alveari non
venivano controllati ( per più; di quaranta giorni ), essendo la produzione
l'esigenza del momento.
E' da segnalare un caso particolarmente documentato in cui
due apiari contigui di 40 unità, recanti le stesse quantità di feromone ( da uno
a tre) immesso nello stesso periodo e con le stesse modalità, in produzione
sull'acacia a pochi km di distanza hanno presentato in un caso totale normalità
delle regine e nell'altro un'orfanità del 50%.I problemi sarebbero inoltre sorti
dopo più; di un mese dall'inserimento del feromone.Su questo tenore anche altri
casi di utilizzo massivo. Un apicoltore ha segnalato 150 fra orfane e fucaiole
su 300 con feromone con anche un controllo della sciamatura definito scarso.
Purtroppo questi operatori hanno utilizzato il feromone sugli interi apiari e
nessun elemento di controllo è oggettivamente disponibile.Per contro un altro
operatore ha portato l'esperienza di utilizzo su 200 alveari ( 8 apiari ) tutte
le regine vive nonostante tre supporti Bee Boost siano stati lasciati in
permanenza negli alveari fino in alcuni casi a settembre e un controllo della
sciamatura pressochè totale, mentre negli altri apiari dello stesso la
sciamatura si è fatta sentire.. Molti degli scontenti hanno tolto il feromone al
primo accenno di costruzione di celle. Altri hanno lasciato proseguire le api
concludendo che non sempre ciò si traduceva in sciamatura.
Insomma nella sostanza idee ancora molto confuse ......
Soprattutto, decisamente inspiegabile il ritrovamento di
famiglie orfane dopo molto tempo dall'inserimento del feromone e senza che
queste abbiano realizzato celle d'emergenza quando in molti altri casi le api
hanno regolarmente sostituito le regine. Nelle ricerche effettuate le api non
hanno mai ucciso le regine, anche con quantitativi giornalieri disponibili di
feromone sintetico aggiunto 50 volte superiori a quelli utilizzati in campo in
Italia.
D'altra parte, il quantitativo utilizzato in campo non
dovrebbe essere ( in accordo alla letteratura scientifica e con riferimento alla
quantità di api nell'alveare ) in grado di bloccare completamente la costruzione
di celle reali d'emergenza in caso di orfanità. Non si spiega perchè molte
famiglie abbiano tranquillamente cambiato la regina e altre non abbiano
addirittura costruito celle di emergenza.
Non si spiega neanche considerando differenze genetiche di
sensibilità al feromone.
Curiosamente, nessun problema è stato segnalato in marzo e
Aprile. Tutti i problemi sono avvenuti nella seconda metà di maggio.
Non si consiglia l'utilizzo del BEE BOOST per il controllo
della sciamatura fino a che maggiori conoscenze saranno acquisite.
Ipotesi di produzioni nomadi con pacchi d'api
L'"esperimento Artese " in cui le api hanno prodotto miele in
assenza di nido ( ripetuto poi con successo da altri apicoltori) porta ad alcune
considerazioni al momento teoriche, che suonano tra l'altro come sfrontate
provocazioni, come tutte le novità molto ardite.
Di un "trasporto" di api per una produzione nomade si può
considerare che i due terzi del volume e ben più; di due terzi del peso, per
quanto considerati essenziali sino a ieri, siano di fatto inutili dal punto di
vista strettamente produttivo.
Se si mettessero le bottinatrici della famiglia dentro due
melari e si portasse questo sul raccolto, anzichè la cassa col melario è
evidente che un trasporto conterrebbe nello stesso volume e con peso inferiore
il triplo di entità produttive.
Questo porta evidentemente ad un grande risparmio di costi,
di fatica e di tempo.
Anche le operazioni di scarico risultano più; agevoli e
leggere visto che non si sballotta inutilmente il nido. Anche il recupero del
miele sembra più; agevole. Non avendo a che fare coi nidi, niente pericoli per
regina e covata. Anche eventuali problemi di saccheggio risulterebbero del tutto
privi di importanza. Poi, assoluta mancanza di residui.
Difficile dire " a lume di naso" che differenze di produzione
ci siano tra la tecnica tradizionale e quella a sciame. L'alveare ha senz'altro
più api, ma anche un consumo maggiore per il riscaldamento e la nutrizione della
covata. Ha un suo ritmo di raccolta e deve raggiungere condizioni ben note prima
di cominciare a stoccare a melario. Quando comincia, il miele segue un percorso
lungo e tortuoso prima di arrivare a melario. Lo sciame a melario è
verosimilmente più veloce e l'energia necessaria per stoccare il miele è molto
ridotta. Rimarrebbe anche da verificare se gli sciami a melario seguono le leggi
di Farrar, ciò che una quantità ad esempio doppia di api produce più del doppio
di miele
Le informazioni riportate in questa sezione
sono state fornite da Savorelli Gianni -Via Nannini 30, 48020 S.Alberto Ravenna
tel 0544 -529804 oppure529907 fax 0544-529907. Il sig. Savorelli è anche
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