|
Come si prepara il candito
di Ulderica Grassone
tratto da LAPIS numero 1 - gennaio febbraio 2001
Premesso che il candito può essere acquistato presso i rivenditori di materiale apistico, vediamo nel dettaglio come lo si può eventualmente preparare da sé facendo utilizzo di attrezzature casalinghe o poco più.
Gli ingredienti necessari sono: zucchero a velo e sciroppo di mais o barbabietola oppure, in alternativa a quest'ultimo, miele purché sano e non fermentato.
Nel caso vi siano dubbi sulla sanità del miele conviene sottoporlo a bollitura, previa leggera diluizione con acqua allo scopo di evitare il processo di caramellizzazione: a questo punto però non vi sono più differenze nutrizionali significative tra il miele bollito e lo sciroppo acquistato. Il miele cristallizzato deve invece essere reso preventivamente fluido mediante riscaldamento a temperatura non superiore a 35 - 40°C.
In alternativa al miele può essere impiegato uno sciroppo di glucosio o una miscela di glucosio e fruttosio. Personalmente trovo che quest'ultima sia maggiorniente appetita e più digeribile per le api. Attenzione poi ai quantitativi di maltosio contenuto: secondo taluni apicoltori quanto più questa percentuale e elevata, tanto più rapido e il processo di invecchiamento indotto alle api nelle zone caratterizzate da un rigido e lungo clima invernale. Nelle miscele di glucosio e frulttosio sembrebbere esservi un contenuto più modesto di maltosio rispetto agli sciroppi di solo glucosio.
La frazione solida necessaria per la preparazione del candito è rappresentata dallo zucchero a velo. Industrialmente viene conferita impalpabilita allo zucchero macinato, vale a dire si riduce la tendenza all'indurimento nel tempo, inserendo percentuali variabili di amido di mais. Perché il candito risulti maggiormente digeribile per le api, sarebbe meglio impiegare zucchero a velo con contenuti di amido di mais non superiore al 3%. Sia lo sciroppo che lo zucchero macinato possono essere acquistati presso gli zuccherifici ma, per ridotti quantitativi, lo zucchero può essere fornito anche da un qualsiasi pasticcere.
Nel caso di apicoltura biologica, vi rammento che fino all'agosto 2002, in assenza di prodotti certificati come provenienti da agricoltura biologica, è consentita Ia nutrizione di soccorso facendo ricorso a prodotti tradizionali.
Le attrezzature necessarie sono: una impastatrice per fare la pasta in casa oppure una impastatrice da fornaio. Sconsiglierei l'impasto manuale per la lentezza e la scarsa qualità del prodotto finale, mentre la scelta tra impastatrice casalinga o da pastaio dipende unicamente dai quantitativi che si devono produrre.
Le proporzioni indicative degli ingredienti sono di un terzo di frazione liquida (sciroppo o miele) e due terzi di frazione solida (zucchero a velo). Per un chilo e mezzo di candito, quindi, occorreranno 500 grammi circa di sciroppo e 1000 grammi circa di zucchero a velo.
Modalità di preparazione. Si versa nell'impastatrice prima lo zucchero a velo poi, pocii alla volta, la parte liquida e si impasta finché le due componenti si sono ben amalgamate.
L'impasto è pronto quando la consistenza al tatto risulta morbida, asciutta e leggermente elastica. A questo punto si estrae l'impasto e si possono preparare porzioni da circa un chilo ciascuna, confezionate in vaschette di plastica (tipo per biscotti) coperte con un film plastico oppure semplicemente in sacchetti (tipo surgelo) cui si assegnerà una forma appiattita (approfittatene finché l'impasto è a temperatura ambiente, quando raffredda diventa più difficoltoso modellare i pani).
Somministrazione: si pratica un fom abbastanza grande sulla pellicola plastica di ciascuna confezione che viene così posizionata sul cuprifavo in corrispondenza del foro del nutritore e, soprattutto, delle api.
Se per problemi di forza o di posizione della famiglia le api non salgono a mangiare il candito, si può ovviare appiattendo il più possibile il candito (in questo caso risulta più comodo il sacchetto) in modo da posizionarlo nello spazio compreso tra stecche portafavo e coperchio coprifavo, esattamente sopra al ghimere. Solo in questo modo si renderà disponibile alla famiglia il nutrimento supplementare.
Indietro
|