The essence of Royalty
Il feromone della regina
Le api, come molti altri generi, hanno sviluppato un loro
linguaggio pratico, in cui una parola o una frase semplice, può evocare concetti
complessi che vengono velocemente recepiti.
Un tipo di parola proprio dell'alveare è " diritto reale" e
significa che in una colonia è presente una regina e migliaia di operaie
lavorano per uno scopo comune.
Nascosto in questo gergo apistico c'è il più fondamentale
mistero degli insetti sociali: il meccanismo di coordinazione e di integrazione
che media i compiti di migliaia di individui rendendoli un'armoniosa unità.
In quest'articolo descriveremo alcune nuove scoperte
concernenti un aspetto di questo meccanismo di integrazione: l'influenza del
feromone della regina sulle api operaie.
La scoperta della natura e della funzione di questa essenza
ha notevolmente contribuito alla comprensione del funzionamento delle colonie di
insetti sociali e ha anche aperto la strada ad alcune interessanti applicazioni
industriali sia per l'apicoltura che per l'impollinazione agricola.
Lo studio dei feromoni degli insetti sociali, o sociochimica,
non è una disciplina nuova. Molti feromoni sono conosciuti relativamente agli
insetti sociali , i quali vengono utilizzati in una miriade di compiti come ad
esempio segnalatori di allarme, per l'orientamento, marcatura delle tracce,
ricognizione, attrazione per la fecondazione e molto altro
Le api, producono circa 36 tipi di feromoni , che insieme
costituiscono un linguaggio chimico abbastanza intricato.
Queste sostanze ( al momento conosciute ) sono secrezioni che
provocano uno specifico comportamento. I 'socio chimici' della regina
appartengono ad un'altra classe, chiamata " feromoni primari" , che esercita un
livello fondamentale di controllo sulle api della colonia e sulla loro
riproduzione , sulla produzione di ''covata " ( api nascenti) , bottinamento (
raccolta di miele e polline ) e altro. Possono essere stimolatori o inibitori a
seconda della funzione specifica. L'esistenza di socio chimici primari è ben
nota, ma la loro identificazione e la sintesi ha comportato difficoltà.
Di fatti, l'unico feromone primario identificato è quello
dell'ape regina ( Apis mellifera ligustica ) che è secreto dalle ghiandole
mandibolari un paio di ghiandole poste su entrambi i lati del capo della regina
.
Discutiamo qui la ricerca che ha condotto all'identificazione
del feromone , le nuove scoperte concernenti i suoi effetti sulle api operaie e
sulle funzioni della colonia , i meccanismi di trasmissione all'interno della
colonia e le possibili applicazioni sia per l'apicoltura che per l'agricoltura.
Le prime ricerche
Per più di 30 anni si è osservato che il feromone della
regina media molte attività della colonia. Il feromone era conosciuto come
inibitore dell'allevamento di nuove regine e dello sviluppo degli ovari nelle
api operaie. Risultava anche attrattivo delle api degli sciami, stimolatore del
bottinamento , attrattivo delle operaie verso la regina nel senso di una
verifica delle sue condizioni.
Sorprendentemente solo due componenti erano identificate.
Queste due sostanze, le maggiori componenti del feromone mandibolare, sono gli
acidi (E) -9-keto-2- acido decenoico o 9-ODA identificato nel 1960 e
9-idrossi-2-acido decenoico o 9- HDA identificato nel 1964 . Esperimenti con gli
acidi sintetici dimostrarono che essi non replicavano pienamente l'effetto del
feromone naturale .
Analisi della testa tritata di regine mostrarono un ampia
lista di sostanze nessuna delle quali si rivelò attiva e i progressi
ristagnarono.
Una ragione per cui si è impiegato così tanto tempo ad
identificare il feromone mandibolare della regina è che gli esami necessari sono
difficili e richiedono molto tempo. Eventuali distributori feromonali possono
venir valutati con metodi relativamente semplici. Feromoni relativi
all'orientamento , per esempio, possono essere valutati mediante conteggio delle
api che entrano in un'arnia dopo che lo stesso è stato depositato sull'apertura
di volo.
La dimostrazione che una miscela sintetica e un estratto
naturale sono pienamente equivalenti consiste in una serie di esami che possono
richiedere mesi per essere completati.
La composizione chimica del feromone mandibolare della regina
e i suoi effetti biologici non erano il solo motivo di studio. Anche le modalità
secondo cui esso viene distribuito nell'alveare , raggiungendo ogni singola ape,
era sconosciuto. Ci si chiedeva " viene trasmesso quando le api si scambiano il
cibo? " " E' volatile e si diffonde nell'aria? " Si diffonde tramite contatto
corporeo? " Non era facile stabilirlo tenendo conto che una regina produce meno
di quattro decimillesimi di grammo al giorno di questo feromone e le operaie
sono sensibili a un decimilionesimo della produzione giornaliera.
Scoperte
Uno dei comportamenti stereotipati prodotti dal feromone
della regina è quello definito " della corte reale " Le operaie circondano la
regina formando una " corte". Circa dieci operaie alla volta la toccano con
antenne, zampe anteriori e parti della bocca per minuti. Poi le stesse operaie
lasciano la regina, si ripuliscono e cominciano a muoversi attraverso l'alveare
per circa mezz'ora con frequenti contatti reciproci con altre api .
Esperimenti su questo tipico comportamento avevano dato
risultati particolarmente confusi. Gli estratti mandibolari sembravano
importanti per le ricognizioni delle operaie sulla regina e per l'attrazione per
essa. Tuttavia, il più abbondante componente della secrezione, il 9-ODA non
provocava nessun tipo di comportamento. A provocare maggior confusione c'era la
dimostrazione che le api risultavano attratte dalla regina anche quando ad essa
erano chirurgicamente rimosse le mandibole e le relative ghiandole.
Nel 1985, per puro caso, un vetrino su cui era spalmato
estratto mandibolare si trovò nelle vicinanze di alcune api. Con nostra sorpresa
le api formarono la " corte" attorno al vetrino. Chiaramente, l'estratto
dimostrava proprietà che i suoi maggiori costituenti da soli non hanno. Questo
spiegava molte cose.
Perciò approntammo un esperimento utilizzando indicatori
particolarmente sensibili dell'attività feromonale per valutare estratti
mandibolari completi o frazionari .
Risultò interessante come le frazioni contenenti una singola
sostanza fossero relativamente inattive. La " corte" si formava solo quando
miscelavamo certe frazioni. Eventualmente identificavamo i componenti della
frazione attiva e realizzavamo una miscela sintetica di cinque componenti per
verificare se produceva l'effetto del feromone naturale.
Questi componenti includevano due forme di 9-HDA. Questa
sostanza è Chiral . Può essere destrogiro o sinistrogiro ( isomeri ottici ) .
Avevamo precedentemente dimostrato che una forma, o enantiomero, è
significativamente più efficace nel provocare taluni comportamenti ( Winston
1982). Avevamo anche determinato che un enantiomero è predominante nel feromone
( Slessor 1985 ) . Ci convincemmo che entrambi gli enantiomeri devono essere
presenti per provocare una piena risposta comportamentale. Gli altri due
ingredienti sconosciuti, erano due piccoli composti aromatici . Metil
p-idrossibenzoato ( HOB ) , identificato da Pain ( 1960) ma che non era stato
considerato essere attivo come feromone e 4- idrossi-3metossifenietanolo ( HVA )
identificato nel corso dei nostri esperimenti.
L'attività feromonale delle molecole aromatiche era
certamente inaspettata.
Molti dei feromoni degli insetti sono composti alifatici
costruiti su una catena diritta o ramificata di atomi di carbonio. Derivano da
acidi grassi o terpeni. L'acido decenoico del feromone mandibolare calza a
questa definizione. Gli aromatici, con la loro catena chiusa di atomi di
carbonio, risultano una classe a parte. Probabilmente abbiamo fatto queste
scoperte solo perchè abbiamo rovesciato le procedure di ricerca.
Le nostre ricerche sulla composizione e sull'attività del
feromone mandibolare hanno chiarito diversi punti oscuri.
Al primo, il completo insieme delle molecole è necessario per
una piena efficacia. Togliendo uno dei componenti si diminuisce l'efficacia del
feromone sintetico di più del 50 % . I singoli componenti sono inefficaci se
testati da soli. Questo spiega perchè i soli componenti maggiori non provocavano
comportamenti.
In secondo luogo, quando abbiamo tentato di replicare gli
effetti del feromone mandibolare , ci siamo accorti che non riuscivamo a
provocare l'intero arsenale di effetti feromonali. Questo perchè la regina non
produce feromoni solo attraverso le ghiandole mandibolari , ma probabilmente
anche da una ghiandola addominale . Con ciò si spiega perchè regine private
delle ghiandole mandibolari provocano effetti sulle api operaie.
Terzo. La miscela feromonale che una regina produce varia
secondo la sua età. Una regina vergine appena nata è priva di feromone , ma
quando comincia ad essere pronta per la fecondazione , circa sei giorni più
tardi, secerne acido decenoico. Le sue ghiandole contengono, adesso la metà
della quantità di acido rispetto ad una regina fecondata.
La miscela intera, comprensiva dei componenti aromatici è
secreta solo nel momento in cui la regina è fecondata e inizia la deposizione
delle uova ( Slessor 1990 ) Questa variazione nella composizione del feromone
con l'età della regina può aiutare a spiegare le differenze nella sua efficacia.
Da ultimo, il feromone mandibolare risulta efficace in
un'ampia varietà di dosaggi. Abbiamo definito la quantità che una regina feconda
secerne come " regina equivalente " (Qeq) . Le api operaie rispondono a dosaggi
di un decimilionesimo di Qeq . Queste scoperte sono risultate particolarmente
interessanti per ciò che concerne la trasmissione del feromone.
Funzioni
Una volta completata l'identificazione del feromone, abbiamo
cominciato a verificare gli effetti dello stesso sulle funzioni delle colonie.
Uno dei primi comportamenti mediati da questo feromone che
abbiamo esaminato è stato l'inibizione all'allevamento di altre regine.
Questa funzione può essere dimostrata facilmente togliendo la
regina dalla colonia in studio. Le api operaie cominciano ad agitarsi in un
tempo compreso tra mezz'ora e un ora e nel giro di 24 ore hanno già abbozzato
l'allevamento di nuove regine. Gli apicoltori chiamano questo " allevamento
d'emergenza" perchè il mancato rimpiazzo immediato della regina significa la
morte della colonia. Per allevare le regine, le operaie allungano le cellette
attorno alle larvicine scelte . Queste larve vengono nutrite con un cibo
particolarmente ricco chiamato pappa reale, prodotto dalle api nutrici mediante
una speciale ghiandola.
Quest'alimentazione specializzata fa diventare una regina
quella che in altro caso sarebbe nata come operaia. Larve più vecchie di sei
giorni ( tre come uovo e tre come larve ) perdono la loro capacità di potersi
sviluppare come regine.
Dal momento che non vi saranno più uova dopo la perdita della
regina, le operaie hanno solo sei giorni per iniziare l'allevamento reale prima
che la colonia perda la possibilità di allevare nuove regine che risultino
funzionali.
Abbiamo esaminato il ruolo del feromone mandibolare nel caso
di allevamento d'emergenza comparando l'allevamento in colonie con regolare
presenza di regine, in colonie prive di regina e in colonie prive di regina
riceventi ogni giorno una dose di feromone sintetico ( Winston 1989- 1990 ) .
Quando le colonie senza regina ricevono 1 Qeq o più al giorno
non producono nessun tentativo di allevamento reale per 4 giorni dalla rimozione
della regina. Fino al sesto giorno dalla tolta della regina non si osservano
differenze fra colonie prive di regina trattate col feromone e colonie con
regolare presenza di regina per quanto concerne l'allevamento reale .
Abbiamo concluso che il feromone mandibolare della regina è
largamente responsabile dell'inibizione dell'allevamento reale in colonie con
regolare presenza di regina.
Le colonie di api allevano nuove regine anche nel caso di
sciamatura ( riproduzione delle api ) , il processo di divisione della colonia
mediante cui la maggioranza delle api lascia l'alveare insieme alla vecchia
regina alla ricerca di un nuovo nido. Delle nuove regine che nasceranno,
qualcuna potrà lasciare la colonia con un numero ridotto di api. Una rimarrà
nella colonia di origine, con le operaie rimaste. La " sciamatura " è sempre
sembrata un puzzle perchè l'allevamento di nuove regine avviene in presenza
della vecchia, che sicuramente continua nella sua produzione feromonale . Una
ipotesi era che la trasmissione del feromone mandibolare risulta rallentata
dall'aumento di popolazione della colonia e che il suo congestionamento faccia
partire la sciamatura. Se la quantità di feromone che raggiunge le operaie
diminuisce , le stesse cominciano a sfuggire al controllo della regina. Abbiamo
testato il ruolo del feromone mandibolare della regina per quanto riguarda la
sciamatura aggiungendo alla normale secrezione una quantità di feromone
sintetico. Ancora, il feromone ha mostrato un effetto significativo
sull'allevamento reale. Colonie riceventi 10 Qeq al giorno hanno sciamato in
media 25 giorni più tardi rispetto alle colonie di controllo . Le colonie
trattate col feromone sono diventate straordinariamente affollate e
congestionate prima di decidersi a sciamare, indicando quanto potente sia
l'effetto di inibizione di questo feromone. In questo esperimento, il feromone
era presentato alle api sotto forma di un dispositivo evaporante fisso , a
differenza della regina che si muove all'interno del nido.
In un altro set di esperimenti, si è provveduto a
somministrare il feromone sotto forma di spray. Abbiamo trovato che dosi
supplementari di 1 Qeq al giorno erano sufficienti a sopprimere la sciamatura.
Il fatto che lo spray, meglio disperso, sia attivo a dosaggi più bassi, supporta
l'ipotesi che il rallentamento della dispersione feromonale sia la causa della
sciamatura in colonie congestionate ( Winston 91 ) . Il feromone mandibolare
della regina gioca due altri ruoli nella sciamatura. Provoca attrazione delle
api in volo per lo sciame e lo stabilizza evitando che tutte le operaie lascino
il nido originale. Abbiamo trovato che il feromone mandibolare sintetico è
efficace almeno quanto le regine nell'attrarre le api in volo verso lo sciame e
nel tenerle unite , almeno nelle prime ore della sua formazione . Abbiamo
valutato anche gli effetti del feromone mandibolare sullo sviluppo degli ovari
delle operaie e sulla loro potenzialità di deporre uova. Entrambe sono
conosciute come soppresse dal feromone della regina.
La soppressione per mezzo di feromoni della possibilità delle
operaie di riprodursi è qualcosa di molto avanzato per le società di insetti.
Gli insetti sociali primitivi sopprimono questa possibilità primariamente
attraverso dominanza. Molte regine di vespe e bombi sembrano mantenere il
controllo della colonia sulle altre femmine attraverso comportamenti di
dominanza . Le api operaie possono potenzialmente deporre uova non fertili , che
possono nascere come maschi o fuchi. Tuttavia la combinazione di feromoni
secreti da regina e covata ( gli stadi di sviluppo di larve e pupe) inibiscono
la maturazione degli ovari delle operaie, che usualmente rimangono piccoli e non
funzionali ( Jay 70,72 ) .
Cionondimeno , anche in colonie con regina può succedere che
qualche ape deponga uova e che molte operaie comincino a deporre due o tre
settimane dopo che regina e covata sono state rimosse ( Winston 87 ) . La
sostanza responsabile prodotta dalla regina per questa funzione sembrava essere
principalmente il 9-ODA
Per verificare questa ipotesi abbiamo rimosso la regina da 4
gruppi di colonie e applicato feromone sintetico a vari dosaggi per i 43 giorni
successivi. Alcune colonie ricevevano giornalmente dosaggi maggiori di 10 Qeq.
Con nostra sorpresa le operaie delle colonie trattate con feromone hanno
sviluppato gli ovari nella stessa maniera di quelle senza alcun apporto
feromonale ( Willis , Winston , Slessor 90 ) . Apparentemente il feromone
mandibolare non è implicato in questa funzione. Un altro feromone primario deve
essere responsabile di questo effetto. Probabilmente quello addominale in
combinazione coi feromoni della covata. Un altro set di prove ha verificato che
il feromone mandibolare non è propriamente I' inibitore.
In aggiunta alle capacità di soppressione delle attività
riproduttive, può stimolare il bottinamento e l'allevamento di covata. Per
stabilire questo, abbiamo applicato il feromone ad una nuova piccola colonia e
contato il numero di bottinatrici , la quantità di nettare e polline raccolto,
oltre alla quantità di covata allevata. Il feromone non aumenta genericamente
l'attività di bottinamento, ma quegli alveari che ricevono quotidianamente una
quantità supplementare pari a 1 Qeq hanno più bottinatrici di polline e queste
raccolgono quantità maggiori.
L'aggiunta di feromone aumenta la quantità di polline
nell'alveare del'80%. Le colonie così trattate risultano allevare il 18% in più
di covata , ciò probabilmente a causa di una accresciuta disponibilità di
polline ricco in proteine ( Higo 92)
Trasmissione
Questi esperimenti dimostrano che il feromone mandibolare
della regina possiede un'ampia gamma di funzioni anche se non sappiamo ancora in
quale quantità è prodotto e secreto dalla regina giornalmente e come quest'importante
composto sia trasmesso alle operaie. I componenti feromonali non sono
particolarmente volatili e probabilmente non possono trasmettersi all'interno
dell'alveare solo per diffusione. Il numero di operaie in una determinata
colonia e la rapidità con la quale il feromone va perduto sono da mettere in
relazione col fatto che la regina è il solo " distributore" di feromone
all'interno della colonia. Alcuni esperimenti hanno suggerito che le api della
corte operino come 'messaggere', trasmettendo il feromone ad altre operaie
tramite contatti delle antenne o di parti della bocca . Il feromone può anche
non essere rinvenuto sulle operaie, perchè esso è presente in concentrazioni
inferiori ai limiti di rilevabilità strumentale. Abbiamo studiato la
trasmissione feromonale usando i cromatografi e gli equipaggiamenti per
spettroscopia più sensibili fra quelli disponibili, come anche utilizzando la
marcatura radioattiva , a cui hanno provveduto Glenn Prestwich e Francis Webster
della State University di New York. a Stony Brook e Syracuse . Misure
quantitative di produzione , trasferimento e perdite hanno permesso di costruire
un modello matematico della dispersione feromonale. I nostri risultati
confermano l'ipotesi ape- messaggera, ma sollevano anche altre interessanti
questioni ( Naumann 91) .
In prima istanza abbiamo determinato che una regina possiede
5 microgrammi, ovvero 0,001 Qeq di feromone sul proprio corpo in qualsiasi
momento. Per determinare il quantitativo secreto giornalmente , abbiamo tolto
alcune regine dalle colonie e misurato la quantità di feromone che producevano
sulla loro cuticola. Ne è risultato che una regina secerne da 0,2 a 2 Qeq di
feromone al giorno. Questi risultati si mostrano in linea coi nostri studi, nei
quali il feromone risulta efficace a dosaggi di circa 1 Qeq. Abbiamo poi
quantificato il processo per cui il feromone è trasferito o perso. Per esempio,
si è trovato che alcune operaie hanno contatti con la regina per periodi diversi
e ciò fa variare la quantità di feromone da esse ricevuto. Abbiamo trovato che
l'intero processo sia approssimabile ad una equazione di primo grado. In altre
parole, la quantità di feromone trasferito durante ogni breve intervallo è
proporzionale alla quantità presente alla sorgente durante questo intervallo .
La costante di proporzionalità è chiamata costante di quantità. L'equazione di
primo grado produce una perdita esponenziale alla fonte del feromone - Il tempo
di dimezzamento è inversamente proporzionale alla costante di quantità. Abbiamo
calcolato la costante di quantità per tutti i " sentieri di trasmissione" dei
nostri dati sperimentali e utilizzato i valori ottenuti per la secrezione
giornaliera e l'equazione di quantità allo scopo di determinare l'ammontare di
feromone necessario a raggiungere ogni ape ogni giorno.
La nostra fiducia nel modello era sostenuta dal fatto che i
dati calcolati sembravano simili a quelli ottenuti sperimentalmente. Ad esempio,
il modello prediceva un flusso di circa 1 Qeq di feromone al giorno in
circolazione per il nido. Nelle nostre prove sperimentali una dose simile era
tipicamente la più attiva. Il modello prediceva anche che la quantità di
feromone in circolazione tra le api sarebbe scesa a livelli inferiori a quelli
rilevabili ( un decimilionesimo di grammo in un tempo di trenta minuti dopo
essere stata prelevata dalla cuticola della regina. Da ultimo il modello
prediceva che il feromone depositato dalla regina nella cera dei favi sarebbe
risultato irrilevabile nel giro di poche ore, che è appunto quanto le api
aspettano prima di iniziare l'allevamento di emergenza. Le api della " corte"
risultano asportare la frazione maggiore della produzione feromonale. Comunque
non tutte le api seguono la stessa routine e asportano la stessa quantità. Vi
sono due tipi di "cortigiane", che abbiamo chiamato "leccatrici" e "messaggere
delle antenne". Le leccatrici toccano la regina con le ligule ( lingue ) zampe
anteriori e parti della bocca. Le antennatrici sfregano la punta delle antenne
leggermente e velocemente sul corpo della regina. Solo circa il 10% delle api
sono "leccatrici" , ma asportano più della metà della secrezione feromonale.
Ogni antennatrice asporta molto meno feromone e ne distribuisce molto meno ad
ogni successivo contatto. Perchè alcune lecchino ed altre tocchino con le
antenne è tuttora sconosciuto. Comprendiamo solo le implicazioni di questo
sistema duale di trasmissione sulla struttura sociale della colonia.
Anche la cera dei favi gioca un ruolo nel traferimento del
feromone, sebbene la regina depositi qui solo l'l % della secrezione. Le operaie
ne asportano solo una piccola quantità . Il rimanente è probabilmente rilasciato
lentamente nel nido nelle prime ore successive. Questo rilascio lento può
spiegare perchè i favi vuoti che hanno contenuto covata risultano attrattivi per
le api.
La regina passa molto del suo tempo sui favi di covata e le
sue tracce feromonali potrebbero essere concentrate qui.
Una delle nostre scoperte più sorprendenti è che il feromone
viene degradato principalmente per metabolizzazione. La regina stessa
metabolizza quasi il 36% del feromone che produce. Ne inghiottisce una parte,
una parte è assorbita dalla cuticola e una parte passa attraverso la cuticola
nell'emolinfa ( sangue ) . Il perchè di questo non è chiaro. Anche se il
feromone metabolizzato dalla regina ha la stessa identità chimica, non è
disponibile per molto tempo alla colonia.Sembra perciò che di questo feromone
sia fatto un uso piuttosto inefficente.
E' tuttavia possibile che il modello matematico abbia
sovrastimato la metabolizzazione da parte della regina dal momento che questo
processo non sembra corrispondere ad un'equazione di primo grado.
D'altra parte , le api messaggere metabolizzano il feromone
in quantità sorprendente . Le leccatrici inghiottono il 40% del feromone che
asportano. La maggior parte del restante è velocemente trasferita dalla testa
delle operaie al loro addome da una combinazione di trasporto passivo e pulizia
attiva ( Naumann 91 ). Qui il feromone passa nella e attraverso la cuticola. Una
parte di esso finisce nel sangue in un tempo compreso tra 30 e 60 minuti. Una
parte rimane confinato o assorbito sulla cuticola. In breve, tutto il feromone è
metabolizzato. I meccanismi per cui le api percepiscono il feromone non sono ben
compresi. Le strutture sensoriali sulle antenne delle api sono in grado di
percepire odori a concentrazioni di un decimo o un centesimo della
concentrazione percettibile dagli esseri umani. L'arrivo di odoranti ai
recettori delle antenne causa eccitazioni alle cellule nervose - L'eccitazione
può iniziare successivamente a cambiamenti biologici e comportamentati. In molti
tipi di insetti i feromoni agiscono secondo simili meccanismi. Ma cosa dire di
una così grande metabolizzazione? Un'ipotesi che trasferendosi all'interno della
cuticola finiscano per agire più da ormoni che da feromoni. Abbiamo solo
iniziato ad esplorare questa intricata ipotesi.
Allo stesso modo non è chiaro perchè la regina produca una
così abbondante quantità di feromone. La risposta potrebbe essere trovata nel
conflitto tra regina e operaie e l'evoluzione della dominanza della regina negli
insetti altamente sociali. Come detto, non sembra esservi questo tipo di
dominanza nel normale funzionamento delle colonie di api. Tuttavia è indubbio
che la regina controlli le operaie attraverso il suo arsenale feromonale.
Potrebbe essere che nella storia dell'evoluzione , operaie e regina abbiano
ingaggiato una lotta chimica in cui le operaie tentano di metabolizzare più
velocemente le sostanze che le tengono controllate e la regina risponde con una
secrezione maggiore delle stesse sostanze. Così l'inghiottire il feromone può
essere un tentativo di catabolizzare la dominanza feromonale della regina e
sfuggirne al controllo. Quest'idea è speculativa, anche se certamente
plausibile. Questo concetto è presente in molte famiglie e società, che
presentano una complessità di cooperazioni e conflitti, con obbiettivi in comune
, ma anche con singole mete individuali.
Applicazioni Commerciali
Abbiamo studiato le possibili applicazioni del feromone
mandibolare sintetico , sia per l'apicoltura che per l'impollinazine agricola.
Alcune delle applicazioni apistiche possono considerarsi già pronte. Per esempio
abbiamo dimostrato che il feromone può essere ben utilizzato nella produzione
dei pacchi d'api che devono essere spediti senza regina ( Neumann 1990 ) .
Spesso gli apicoltori realizzano piccole colonie partendo da un kilogrammo di
api e una regina , che possono venir forniti in degli speciali "pacchetti". Le
regine sono tipicamente prodotte da apicoltori specializzati in quest'arte e
così la fornitura potrebbe avvenire da realtà differenti. La capacità del
feromone di inibire la sciamatura è altrettanto utile per l'esercizio
dell'apicoltura, dal momento che questa porta a riduzioni della produzione di
miele e può mettere in discussione la sopravvivenza della colonia originaria.
La capacità del feromone di stimolare la raccolta di polline
e di aumentare l'allevamento di covata può avere notevole importanza
commerciale, dal momento che l'aumento delle capacità delle colonie torna
evidentemente utile. Abbiamo anche studiato il feromone mandibolare come
attrattivo degli sciami. Potrebbe essere utile per il monitoraggio e il
controllo delle malattie delle api oltre che dell'ape africana.
Riteniamo che l'applicazione più significativa del feromone
mandibolare possa essere quella di aiuto all'impollinazione delle colture.
L'importanza economica dell'impollinazione è largamente dimostrata ed è
certamente la più importante funzione delle api. Le colonie di api sono
trasportate sui raccolti in fioritura per assicurare una buona impollinazione.
Gli apicoltori ricevono 45 Dollari a colonia per questo servizio che è
essenziale per la produzione di molti frutti e vegetali. Non solo
l'impollinazione aumenta i raccolti, ma spesso aumenta la qualità dei frutti,
dei vegetali e delle sementi. Questo per un valore annuale di 1,4 miliardi di
dollari in Canada e 9,3 miliardi di dollari negli Stati Uniti . Tuttavia, anche
se centinaia di migliaia di colonie di api sono annualmente mosse sui raccolti
in fioritura, molti raccolti rimangono non adeguatamente impollinati. Raccolti
ridotti, occasionali perdite di raccolto e abbassamenti della qualità possono
essere attribuiti a questo problema .
Dal momento che il feromone mandibolare è altamente
attrattivo per le api in volo riteniamo che l'impollinazione delle colture possa
essere migliorata attraverso la spruzzatura delle colture con una miscela
diluita del feromone . Per verificare questa ipotesi abbiamo spruzzato blocchi
di alberi a varie concentrazioni del feromone e monitorato il numero di api
attratte su ogni particella del frutteto. In quasi tutti gli esperimenti le api
sono risultate raddoppiare.
L'effetto della spruzzatura con feromone sulla quantità
raccolta è però molto variabile. In prove preliminari su meli non abbiamo
verificato miglioramenti quantitativi nè qualitativi.Varietà di pero hanno
prodotto frutti più grandi del 6%, che si traduce in un aumento di profitto del
30% cioè circa 1055 dollari per ettaro. I mirtilli trattati con feromone hanno
dato raccolti maggiori del 15% con miglioramento di 4465 dollari l'ettaro di
redditività ogni due anni ( bibliografia citata) in alcuni casi non si è
osservato miglioramento, ma in altri è risultato molto superiore alla media.
Questa applicazione aumenterebbe anche il valore economico di questo insetto
sociale.
Mark Winston; Keith Slessor -Università
Simon Fraser Burnaby British Columbia Canada
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